I’VE GOT THE DEVIL IN ME

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Che bella serata. Che serata favolosa. Queste sono quelle occasioni speciali in cui la pagina diventa porto franco e chi dovrebbe fornire una disamina imparziale di ciò che è accaduto in campo può lasciarsi un po’ andare e liberare il lato tifoso. Che, per fortuna o purtroppo, nel 90% dei giornalisti napoletani alberga più o meno come il diavolo in un indemoniato. Basta farsi una passeggiata fra i banchetti della tribuna stampa del San Paolo per rendersene conto.

 

C’è poco da fare, battere la Juventus dà sempre quel qualcosa in più che nessun’altra avversaria potrà mai darti. L’Inter e il Milan potranno vincere tutti i campionati che vogliono, ma la Juve è la Juve. Vincere è La goduria, surclassarla poi è qualcosa che non ha neppure un aggettivo qualificativo. È questo che ha fatto il Napoli stasera. L’ha surclassata. L’ha umiliata prendendola con la forza e violentandola fin dentro la sua anima, annullandola e riducendola come una schiava alla propria mercé. Il ciuccio poteva fare ciò che voleva, la zebra era prostrata e pronta ad incassare l’ennesimo colpo. Se comandare è meglio che fottere (pardonnez moi le francesisme) si può dire che stasera la festa è totale perché abbiamo fatto entrambe le cose. Entrando nello specifico tecnico, perché poi è quello che conta di più, Mazzarri ha distrutto Del Neri a partire dalla zona di campo che per antonomasia è più congeniale al tecnico friulano: le fasce. Sulle linee laterali il Napoli ha preso in pugno la gara e l’ha condotta sui propri binari nonostante di fatto si fosse in inferiorità numerica. Maggio e Dossena stasera hanno annichilito Traorè e Grygera e poi si sono tolti lo sfizio di annullare anche Pepe e Krasic, costringendo le ali bianconere a dei ripiegamenti in raddoppio che avrebbero fatto tenerezza se non avessimo avuto tutti il sangue agli occhi. Non è un caso se i primi due gol di Cavani provengono da due cross perfetti, uno a testa per gli esterni partenopei. In mezzo al campo poi si è consumato il resto della disfatta bianconera. Troppo velleitari Aquilani e Marchisio per rispondere allo strapotere fisico dei due mastini azzurri. Dopo dieci minuti i due talenti juventini erano già polpette, e Pazienza gli stava addirittura insegnando il lancio millimetrico. L’effetto-Inler continua a fare al mediano pugliese l’effetto del famoso telo rosso col toro, per quanto sia in costante crescita il buon Michele non ha mai giocato così prima d’ora. Con un simile dominio a centrocampo è naturale che poi la partita prenda la piega che ha preso, è logico che i malcapitati Amauri e Toni non prendano un solo pallone e che in confronto i difensori napoletani facciano un figurone. 

 

Tutti perfetti, come ha ben detto Mazzarri in conferenza stampa. Tutti fantastici e non solo stasera. Il mister batte in ritirata appena si parla di bilanci o di obiettivi, ma a noi il gioco stuzzica troppo per sottrarci. Al fotofinish del girone d’andata il Napoli ha agguantato il secondo posto ed ha anche rosicchiato altri due punti al Milan, un risultato inverosimile per la rosa attuale. I miracoli li faceva Gesù, questa di Mazzarri e dei suoi è comunque un’impresa importante e degna di grande encomio. A costo di sembrare ripetitivi: sarebbe un peccato sprecare tutto perché non si è intervenuto in tempo a prendere qualcuno in grado di sostituire degnamente questi ragazzi quando, fra qualche settimana, saranno (giustamente) spompati.

P.S. Ho volutamente silenziato l’exploit di Cavani. Tre gol alla Juve, tutti di testa (che non è per nulla la sua specialità), la vetta della classifica dei bomber e tutto il resto. Trovatemi parole degne di definire qualcosa del genere e vi stringo la mano.

 

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