LE PAROLE DI MARINO TRACCIANO LE LINEE GUIDA DEL MERCATO DEL NAPOLI

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Come l’Arno nel novembre del 1966. Un fiume in piena, straripante di notizie, messaggi e perché no, anche di sorprese. Così è apparso Pierpaolo Marino nella lunga intervista rilasciata a Radio Marte nei giorni scorsi. Niente più lunghi silenzi, frasi dette e non dette, mezze parole che lasciano intendere. Il dg del Napoli è stato più chiaro che mai, facendo nomi, cognomi e anche di più. L’unico punto di domanda che permane, oramai, è quello del modulo che il Napoli intenderà adottare nella prossima stagione. Ma forse è un interrogativo al quale neanche Donadoni, in questo momento, potrebbe rispondere con certezza. Partendo dal reparto portieri, le parole di Marino non lasciano grande spazio all’immaginazione: “Un portiere lo prenderemo subito (De Sanctis n.d.r.), un altro arriverà più in là quando saremo riusciti a vendere qualcuno dei nostri”. Dichiarazione che sa un po’ di anticamera del totale “repulisti” tra gli attuali estremi difensori azzurri. La scelta di De Sanctis, a questo punto, esclude di fatto Iezzo, che lascerà Napoli, così come Navarro, il quale però dovrebbe andare a giocare in prestito da qualche altra parte, possibilmente in Europa, altrimenti in Argentina. Gianello, che non intende più fare il terzo, sembra quello più prossimo a partire, destinazione Sampdoria o Chievo. Il terzo portiere azzurro, il prossimo anno, potrebbe essere il giovane e promettente Sepe, al quale è già stato annunciato che non verrà ceduto in prestito. Per quanto riguarda la difesa, nelle parole di Marino è sin troppo facile scorgere l’intenzione di lasciar partire Santacroce: “Nel momento in cui ci arriveranno offerte per lui, le valuteremo”. Se non si tratta di un benservito poco ci manca. Nel reparto arretrato, però, dopo l’arrivo di Campagnaro, bisognerà capire quale sarà lo schieramento e soprattutto quali saranno le partenze per altri lidi.

Per il settore esterni, archiviata quasi la partenza di Mannini, e reso pubblico l’apprezzamento per Zuniga e De Ceglie, le due prime scelte assolute del Napoli, resterà da capire come si evolveranno queste trattative, altrimenti sarà necessario virare verso altri porti ed altri obiettivi. Oltre a quella certa di Maggio, sembra probabile anche la permanenza di Vitale, rifacendosi anche alle parole pronunciate da De Laurentiis la settimana scorsa a Sorrento (“Sugli esterni abbiamo Maggio e Vitale e ne prenderemo altri due”…). A centrocampo confermati Gargano, Hamsik e Datolo, con l’arrivo di Cigarini, gli altri posti sembrano essere ancora tutti in gioco. Molto dipenderà anche dalle richieste che avranno i calciatori azzurri e ancora una volta dal modulo scelto da Donadoni. Dubbio che attanaglia anche l’attacco: tridente o meno che sia, ai confermati Quagliarella, Lavezzi (sempre che si presenti in ritiro) e Pià, verranno affiancati due nuovi calciatori, stando a quanto si può evincere dalle dichiarazioni di Marino (“Se mi chiedete nuovi attaccanti bisogna considerare poi che anche Denis potrebbe partire”). Esaurite quasi del tutto le piste che portavano a Pellissier, Di Natale, Acquafresca e Pandev, riprendono quotazione quelle relative a Obinna e Lewandowski, che si vanno ad aggiungere alla più recente di tutte, quelle di Mutu. Discorso a parte merita, invece, Nilmar. Marino ha ammesso, infatti, che il giocatore piace ed interessa al Napoli, ma solo a certe condizioni. Una cessione di Denis all’estero o un’apertura della Figc ad un terzo extracomunitario, unito ad un abbassamento delle pretese dell’Internacional, potrebbe far di nuovo prendere corpo questa trattativa, che al momento appare in una fase di forte stallo. Vale la pena, inoltre, soffermarsi su altre due frasi, pronunciate dal dg irpino, molto significative: “Abbiamo tanti elementi in esubero, i procuratori dovranno darsi da fare per trovare una sistemazione ai loro assistiti”. Un calderone, questo, di cui potrebbero far parte i “rientranti” Rullo, Dalla Bona, Bucchi e De Zerbi, ma anche i vari Amodio, Pazienza, Zalayeta, e perché no Rinaudo, Aronica e Blasi. Conclusione dedicata alla frase emblema, che chiude definitivamente il libro del Napoli degli ultimi 5 anni: “La gratitudine non può essere eterna verso chi ci ha portato dalla C alla A. Credo che l’abbiamo dimostrata già ampiamente in questi anni, ma ora comincia il secondo quinquennio del nostro progetto ed è necessario un salto di qualità nell’organico”. Quasi sicuramente, dunque, non rivedremo più in maglia azzurra Grava e Montervino, i quali non dovrebbero faticare troppo a trovare una degna sistemazione nella serie cadetta.

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