L’ ETERNO GRAVA SPOSTA GLI EQUILIBRI DI MERCATO
Ancora una volta ha sbalordito. Un vero trascinatore, l'unico "incosciente" che al 90esimo già scoccato si è permesso il lusso di uscire dalla difesa palla al piede, dribblando l'attacco della Juventus. Manco a dirlo parliamo di Gianluca Grava, eterno difensore azzurro, e mai aggettivo fu più opportuno. La sua carta d'identità recita alla voce data di nascita la scritta "7 maggio 1977", ma a vederlo sembra un ragazzino. 172 cm di grinta fanno di Grava uno degli elementi più validi della retroguardia azzurra. Con Donadoni era finito nel dimenticatoio, troppo vecchio per i grandi livelli. Dall'arrivo di Mazzarri ha conosciuto una seconda giovinezza, anzi a dirla tutta ha meritato la sua rivincita. Sempre considerato come l'anello debole di un Napoli formato Europa, il "giovanotto di San Nicola" è stato spesso l'uomo in più, capace con la sua professionalità di essere anche un uomo spogliatoio. Non a caso la sua ultima panchina è datata 6 gennaio, nella sfida contro l'Inter e tutti sanno come è andata poi a finire.
Ma così come il mercato vuole di questi tempi, insistentemente, si continua a vociferare di un rinforzo in difesa. I nomi sono tantissimi, alcuni reali, altri autentiche bufale. Le cifre richieste sono sensazionali, manco il Napoli stesse trattando Puyol, Thiago Silva, Lucio o Sergio Ramos. Si va dai 7 milioni e più per un certo Britos (si proprio il fortissimo (?) difensore del Bologna), ai 10 milioni per Victor Ruiz dell'Espanyol, passando per i 6 richiesti dal Chievo per Mantovani e per i 3 richiesti dal Torino per la metà di Ogbonna. Cifre che giustamente il patron De Laurentiis non sembra assolutamente intenzionato a sborsare. Ma il risvolto della medaglia è forse più pericoloso. Non acquistare questi giocatori, che comunque sia si sono affermati nel nostro campionato, spinge sempre più la dirigenza azzurra a concentrarsi sul mercato Sud-Americano o Nord-Europeo, cercando giovani promesse. Come però più volte evidenziato nel corso degli anni, difficilmente un calciatore che proviene da campionati minori riesce fin da subito ad essere protagonista in una serie A sempre più equilibrata e difficile. Il Napoli, secondo in classifica, non può più adottare lo stile Udinese o lo stile Parma, società che pur navigando nella zona centrale della classifica non hanno ambizioni continentali ma mirano in modo esclusivo alla valorizzazione del proprio organico per lucrare su una successiva rivendita. Un Napoli formato Champions non può più quindi inserire giovani promesse in prima squadra ed aspettare che crescano. L'esempio eclatante è quello del giovane Dumitru che nonostante l'infortunio di Lucarelli ha fin qui trovato poco spazio e proprio per questo la dirigenza azzurra sta valutando l'ipotesi di lasciarlo partire in prestito fino a giugno. Valutando in termini economici, l'attesa della società è da condividere. Il mercato però il 31 gennaio terminerà, e fare un acquisto all'ultimo momento non sarebbe neanche l'ideale soprattutto se in difesa. Lo schieramento a tre nella linea arretrata obbliga il d.s. Bigon a ricercare un giovane già abituato a questo stile di gioco, e nel panorama calcistico mondiale, anche tra le giovanili, sono ben poche le realtà che adottano questa filosofia di gioco. A febbraio importanti sfide aspetteranno gli azzurri, prima fra tutte quella di Europa League contro il Villareal. Per un mercato di gennaio che sia davvero di riparazione il Napoli ha la necessità di acquistare, ma soprattutto di farlo alla svelta. I nomi sono tanti, ma forse invece delle giovani promesse, sarebbe più opportuno ora puntare sull'usato garantito, oppure guardare in casa: un Grava sempre c'è!
