FRA TANTI SERPENTI E POCHI VERI AMICI

Le roventi estati del calcio italiano non sembrano finire mai. I più ottimisti pensavano che ogni nodo sulla prossima stagione sportiva fosse sciolto dal Consiglio Federale del 15 luglio. Gli idealisti erano invece convinti che dopo il giudizio del Consiglio di Stato, un nuovo conclave in Via Allegri mettesse ordine e tagliasse il nastro alla nuova annata. Hanno avuto ragione i più pessimisti, se è vero che a poco più di due settimane dall’inizio del campionato, mancano gironi e calendari. Franco Carraro è ancora lì, a godersi il sole d’agosto in una Roma che è meno deserta del solito. Per le vie del centro passeggiano tanti sportivi nauseati da quanto il presidente della Figc sta dicendo e sta facendo, ma anche per quello che non sta dicendo e non sta facendo. Nell’ultima conferenza stampa, ha anche perso quel briciolo di lucidità che gli era riconosciuta fino al giorno precedente. Carraro ha infatti escluso categoricamente l’allargamento della A o della B "per il rispetto delle regole", confermando che i campionati partiranno certamente il 28 agosto. Trenta secondi dopo, dimenticando magari quanto detto in precedenza, ha annunciato che la Covisoc si sarebbe riunita d’urgenza per riesaminare la documentazione presentata dalla Reggina. Un caso senza precedenti. Se Carraro così parlò, il sospetto è che la Figc non voglia che il caso-Reggina crei problemi. Se infatti la società amaranto venisse dichiarata non in regola, avrebbe comunque il diritto di difendersi con ricorsi a Coavisoc, CCA Coni, Tar Lazio e Consiglio di Stato. Questo dice il regolamento, ma in quel caso Carraro delle regole se ne dovrebbe giocoforza infischiare, salvo far partire il campionato ad ottobre. Le tre ore di riunione della Covisoc, che si è aggiornata a nuova seduta, lasciano pensare che nel prossimo Consiglio Federale non si potrà non tener conto delle ragioni presentate dal Bologna. D’altra parte, non si potrà escludere dalla massima serie la Reggina senza che questa non possa difendersi. La serie A allargata a 21 squadre, nel caso venisse confermato quanto dichiarato dall’Agenzia delle entrate (e denunciato dal Bologna) sulla società del presidente Foti, sarebbe l’unica strada percorribile, in barba ai postulati di Carraro. La riammissione in A del club di Gazzoni riporterebbe in B il Napoli, mortificato dai giudici statali che hanno calpestato le regole dell’ordinamento sportivo, e dagli ispettori e dai legali della Federcalcio che hanno disconosciuto le regole scritte dai loro superiori. Un esposto alla Procura di Napoli denuncia le false autocertificazioni fornite da Pescara e Vicenza sui dati Inail. Per motivi analoghi lo scorso anno il Varese fu escluso dalla C2 e la Tivoli non vi fu ripescata. La Federcalcio quest’anno mette la testa sotto la sabbia: vero che l’italiano è uno scoglio duro in Via Allegri, ma ciò che scrivono i giudici del Consiglio di Stato è fin troppo chiaro: "nel prosieguo dell’azione amministrativa, la FIGC ben potrà valutare le eventuali conseguenze derivanti dalla inesattezza o non veridicità della dichiarazione presentata dal Vicenza Calcio". Da Palazzo Spada consigliano di avviare una procedura di illecito amministrativo a carico delle due società citate in giudizio dal Napoli, in Federcalcio fanno finta di non sentire. Anzi, di non capire, così come la Coavisoc non comprese bene il significato della perentorietà, facendo accapigliare irresponsabili consiglieri federali sull’argomento. Ci pensa così il Napoli a sollecitare chi di dovere per un’azione disciplinare che si concluderebbe entro dieci giorni. Evidentemente, da Via Allegri senza pressioni esterne non partirebbe alcun deferimento: da quelle parti sono ancora convinti che i premi Inail abbiano natura assicurativa e non previdenziale, come ha invece sentenziato il Tar del Lazio. Ci pensa allora il Napoli, che ha aggiunto al suo già valido staff di legali un mostro sacro del diritto sportivo quale l’avvocato Mattia Grassani, che cura anche gli interessi del Bologna. Nel gioco delle alleanze il Napoli ritrova al suo fianco le dormienti istituzioni. Pressing del sindaco Jervolino e del governatore Bassolino su Carraro e Letta, Figc e Governo, in questo momento apparentemente alleati (il ministro Maroni continua a bacchettare la Federazione). Si chiede il rispetto delle regole, che vengono attentamente studiate anche dai giudici della curatela fallimentare. Il professor Francesco Fimmanò è pronto ad impugnare la famosa delibera del 13 giugno che consente solo in A e in B il ripescaggio-bis a chi ne ha già usufruito negli ultimi cinque anni. Nel mirino del Tribunale di Napoli, oltre a Reggina, Pescara e Vicenza, anche il Torino: irrisoria la cifra che la nuova società granata ha presentato per ripartire con il Lodo Petrucci, niente a che vedere con quei 7,5 milioni chiesti a Napoli per ripartire dalla C1. Pronti a muoversi anche privati cittadini, intenzionate a presentare esposti alla Procura della Repubblica per i danni che maturerebbero dalla mancata riammissione in B. Per alleati che si trovano, altri che si perdono e altri ancora che restano nemici indigesti. Maurizio Zamparini, vicepresidente di Lega, continua ad invocare il rispetto delle regole e giudica una "pagliacciata" l’ipotesi di vedere il Napoli in B, minacciando di dimettersi se ciò dovesse avvenire. Un motivo in più per sperarlo, visto che di personaggi ambigui ed ipocriti come il presidente del Palermo, il calcio ne ha ben poco bisogno. Ha sponsorizzato il Napoli per sei mesi, ha promesso "alleanze del sud" e ha dato lustro al suo centro commerciale di Afragola, nel frattempo controfirmava la delibera che chiudeva al Napoli le porte del ripescaggio e faceva fuoco e fiamme contro l’ipotesi di rivedere gli azzurri in B. E a proposito del suo Palermo, se proprio si parla di regole, ora la sua squadra non dovrebbe essere in A, visto che anche i rosanero furono ripescati nel ’97, dopo essere stati mandati in C2 sconfitti dalla Battipagliese ai play-out di C1. Se questi sono gli amici, Mario Macalli per Napoli è un fratello. Il presidente della Lega di C ha fretta di fare i calendari: sottolinea che vuole tutelare le sue società, in realtà vuole "cuccarsi" Genoa e Napoli in un colpo solo. Peccato che nel frattempo il 20% della C non sa che pesci pigliare, in bilico fra un girone ed un altro o fra una serie ed un altra. Il Ragioniere non suona il sax, ma non ufficializza neanche le graduatorie di ripescaggio. Ecco un altro pronto a dimettersi in caso di ripescaggio del Napoli in B. Una storia che rischia di portare benefici quanto mai insperati al pallone nostrano, sempre che poi queste persone abbiano il coraggio di rispettare le promesse fatte.

Translate »