QUESTO E’ IL NAPOLI CHE VOGLIAMO

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Per il Napoli di quest’anno si è sprecata la già abusata metafora della coperta troppo corta. In alcune gare ci si divertiva con una fase offensiva spumeggiante, poi dietro erano dolori di pancia; altre volte ad una difesa attenta corrispondeva un attacco stranamente asfittico, senza sbocchi né colpi di genio dei micidiali quanto atipici punteros azzurri. Contro il Palermo finalmente le due facce della medaglia hanno combaciato alla perfezione, e il risultato è stato assolutamente strabiliante. 

A fine gara l’ha detto anche un Mazzarri mai così soddisfatto e convinto dei mezzi di questo gruppo. Il mister è sempre molto prudente quando si parla di obiettivi, ecco perché farsi scappare un “non ci poniamo limiti” suona proprio come un’uscita allo scoperto. Non può e non deve porsi limiti questo Napoli, che quando è in palla può mandare in crisi qualsiasi squadra, anche quelle che lottano per il vertice. Certe notti la macchina è calda e tutto gira alla perfezione. Certe notti calciatori onesti si trasformano in fenomeni, trascinati e trascinatori di un gruppo che sembra andare a memoria. Grava, Pazienza, Aronica, perfino Yebda che ha giocato a stento venti minuti: tutti ingranaggi perfettamente oliati di un meccanismo preciso come un orologio svizzero e brillante come un cristallo di Boemia. La ciliegina sulla torta però è sempre e solo lui, quel Cavani che partita dopo partita sembra sempre meno umano e sempre più cyborg, con dei polmoni artificiali che gli consentono di effettuare diagonali da difensore puro, dopo aver percorso novanta metri di campo, senza però perdere la lucidità per scherzare Pastore e compagni con dribbling da applausi a metà campo. Poi, giusto per cambiare un po’ registro, un assist al 95’ che vale praticamente come un gol, anzi di più se ci aggiungiamo il bonus della generosità di rinunciare ad una rete ormai fatta che l’avrebbe lanciato in vetta alla classifica marcatori. Anche Maggio è tornato definitivamente, e questa è la notizia che si attendeva da tempo. Ora, con le due ali, la famosa coperta non è solo lunga ma è anche larga, e quando si occupa il campo in questa maniera i risultati non possono che essere quelli che abbiamo visto tutti stasera.

Terzo posto? Calma e sangue freddo. La fine dell’anno si avvicina e scommettiamo che neppure il più ottimista avrebbe puntato su un Napoli così in alto a dicembre. Magari col mercato di gennaio le cose potevano migliorare e chissà, forse si poteva arrivare fra le prime quattro. Ora, se non ci si accontenta del compitino e lo shopping di riparazione va come deve andare, ogni sogno è lecito. E ci si può togliere anche la platonica soddisfazione di surclassare la Juventus anche in campionato, visto che in Europa è già così. Con tanti saluti a Fabio Quagliarella, a cui auguriamo di ripetere le “gesta” di Ibrahimovic quando lasciò l’Inter per il Barcellona…

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