ADDIO SOGNI DI GLORIA!
Il Napoli viene meno nel momento più importante della stagione e getta, forse definitivamente, la spugna nella rincorsa al terzo posto Champions che ora è sempre più appannaggio della Lazio di Eddy Reja, avversario che si è dimostrato maggiormente voglioso rispetto agli azzurri, apparsi fermi sulle gambe ed atleticamente a terra.Dopo Torino anche all’Olimpico steccano i tenori, con un Cavani inesistente ed un Lavezzi che dà segni della sua presenza solo in occasione dell’assist per Pandev e per alcune sgroppate nel secondo tempo che non hanno prodotto però i soliti risultati.Insomma il giocattolo costruito da Mazzarri sembra essersi rotto dopo una stagione altalenante e che mai ha evidenziato quel salto di qualità rispetto alla scorsa stagione che tutti speravano e che doveva essere il naturale seguito dopo un’annata strpitosa ed una campagna acquisti beneaugurante. La squadra non morde, non graffia e non sembra avere quella determinazione agonistica da grande squadra, connotato necessario a raggiungere quello che rimane l’obiettivo minimo della stagione che è la qualificazione Champions.Allo stato non sembra che la squadra di Mazzarri abbia la necessaria maturità per raggiungere l’obiettivo che ora più che mai è nelle mani della Lazio, squadra tecnicamente forse meno valida ma dotata di maggiore esperienza e determinazione rispetto ad un Napoli etereo ed inconcludente.Insomma, in attesa della finale di coppa Italia, la stagione di campionato sembra all’epiologo definitivo, ed è un epilogo amaro che compensa la stagione straordinaria di Mazzarri dell’anno passato e che pone un interrogativo sulla permanenza del tecnico toscano sulla panchina azzurra anche per la prossima stagione.Tutto bruciato in poco meno di un mese, quando il futuro sembrava arridere ai partenopei tutto si sta tramutando in un incubo, il peggiore per il popolo azzurro, che non immaginava un finale in cui derisione e offese da parte degli avversari sembrano ormai all’ordine del giorno.Quello che più preoccupa non è solo il presente ma il futuro di una squadra che se non dovesse raggiungere l’obiettivo Champions nella prossima campagna trasferimenti correrà il serio rischio di perdere i propri uomini di punta, alla faccio delle dichiarazioni del presidente che però non tengono conto del richiamo dei milioni di euro da parte di società europee ben più competitive sotto il profilo economico e che non sanno nemmeno cosa sia il fair play finanziario imposto dall’uefa, che allo stato permane solo una dichiarazioni d’intenti e nulla più, senza uno schema attuativo che trasformi in opere le tante chiacchiere di questi anni verso una concorrenza che permane sempre più slealeA questo punto lo strappo tra De Laurentiis e Mazzarri è sotto gli occhi di tutti se non altro perché le scelte di mercato della società non sembrano essere state di gradimento al tecnico che addirittura sembra stia dilaniando il patrimonio tecnico messogli a disposizione della società.Ma se la squadra non sembra più seguire il proprio tecnico, la società continua a tacere su quelli che sono i reali obiettivi per i prossimi anni e sembra vivere più che di progettualità di scelte estemporanee non degne di una seria pianificazione aziendale.Ma ormai la fine della stagione e alle porte ed il tempo dei consuntivi si avvicina.Se anche il 20 maggio non dovesse essere vittoria, all’ora anche De Laurentiis insieme agli azzurri dovrà rendere il conto di una gestione che ha prodotto tanto ma che per il futuro non sembra dare le giuste sicurezze ad una tifoseria che non merita di fare da sparring partner alle squadre più blasonate del torneo ma che vuole essa stessa di diventare una squadra da battere, mettendo da parte per sempre i sogni di gloria che non sembrano mai doversi trasformare in realtà per chi da sempre tiene alle sorti del Napoli.Manca poco per capire quali sono i reali intendimenti di De Laurentiis e per comprendere se anche lui sia l’ennesimo imprenditore a caccia di gloria personale piuttosto che di vittorie prestigiose in una città che sembra sempre più essere amata da pochi ed odiata da troppi.
