CIAO HENRIQUE, AGORA E’ IL MOMENTO GIUSTO

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La difesa. Dilemma principale di Rafa Benitez, che ha sperimentato al fianco di Albiol tutti gli uomini a disposizione, spesso con risultati scadenti. L’emergenza di questo mercato era proprio lì dietro: serviva un elemento in grado di scalzare i vari Fernandez, Britos e compagnia prendendo le redini della terza linea insieme allo spagnolo. Vista l’impossibilità di prendere un top-player, Riccardo Bigon alla fine ha dovuto ripiegare su un nome di seconda fascia, che non entusiasma i tifosi ma che può anche rivelarsi una gran sorpresa. Si chiama Henrique, arriva dal Palmeiras – che in cambio ha ricevuto circa 3,5 milioni di euro – ed ha appena firmato un contratto di 4 anni con il Napoli. Con la speranza che non siano anni “da Brividos”. 

Insomma, da diversi giorni c’è una domanda che la fa da padrone sui social network. Noi la edulcoriamo, ma recita più o meno così: chi diamine è questo Henrique? Proviamo a tracciarne un profilo biografico e tecnico. Nato a Marechal Cândido Rondon il 14 ottobre 1986, Henrique Adriano Buss cresce nelle giovanili del Coritiba, esordendo in prima squadra nel 2007. Grazie alle buone prestazioni lo punta il Palmeiras, che lo preleva nel 2008 e lo aggrega alla prima squadra. Sei mesi di militanza e poi l’occasione del secolo: il Barcellona. Succede tutto in fretta, forse troppo, perché il giovane Henrique non riesce a giocare una partita e va subito in prestito al Bayer Leverkusen, poi al Racing Santander. Flop totale e ritorno mestissimo in Brasile, di nuovo al Palmeiras, che lo accoglie nel 2011 e lo rigenera nuovamente. In due anni prende per mano la squadra, diventa il capitano e si fa vedere anche in Nazionale, dove accumula quattro presenze. Una buona rincorsa per prendere di nuovo il volo, di nuovo verso l’Europa, stavolta direzione Napoli. Fosse che fosse la volta buona?

Per il momento possiamo soltanto sperarlo. Difensore centrale dal buon fisico (185×73), rapido e discreto tecnicamente, che può adattarsi anche in fascia, le caratteristiche tecnico-tattiche sono proprio quelle che piacciono a Benìtez, visto che il “nuovo nostro” può addirittura disimpegnarsi con profitto anche da centrocampista davanti alla difesa. Duttile, all’età giusta per affermarsi (almeno se parliamo di un difensore) e con tanto ancora da dimostrare, perché il Barcellona forse qualcosa ci vide in lui, quando lo prese a poco più di vent’anni. Certo, non parliamo né di Agger né di Vermaelen, ma se lo ha “scovato” lo stesso scouting che ha visionato per mesi gente come Callejon e Mertens forse una chance gliela si può anche dare, prima si storcere il naso. O no?

 

 

 

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