GUIDA ALLE AVVERSARIE CHAMPIONS DEL NAPOLI

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BORUSSIA DORTMUND

Tra gli avversari pescati nel suo Gruppo F il Napoli non poteva chiedere di meglio. Non solo perché il Borussia Dortmund è tra i club più blasonati e gloriosi del calcio tedesco e, soprattutto, di quello europeo, ma anche perché ritrovarsi ad affrontare, già nella fase a gironi, i vice Campioni d’Europa non è cosa da poco per gli azzurri. Interessante, davvero interessante confrontarsi con una squadra che in questi ultimi anni, grazie al lavoro certosino e paziente di Jurgen Klopp, enfant prodige nell’allegra brigata dei tecnici europei, è salita alla ribalta nella Bundesliga e a livello continentale, dopo il periodo buio di qualche anno fa, complice una non oculatissima gestione societaria che stava quasi portando i ‘Borussen’ sull’orlo del fallimento e a un passo dalla Serie B. Poi, la risalita, fino alla bella finale di Wembley dello scorso anno, quando i gialloneri hanno reso l’onore delle armi al Bayern Monaco.

STORIA – Il Ballspiel Verein Borussia 09 Dortmund (questo è il nome completo) viene fondato nel 1909, da un gruppo di ragazzini scontenti (pare) della squadra di una parrocchia nella quale giocavano. Nella sua storia gloriosa ha vinto 8 campionati tedeschi (1955-1956, 1956-1957, 1962-1963, 1994-1995, 1995-1996, 2001-2002, 2010-2011, 2011-2012), 3 Coppe di Germania (1964-65, 1988-1989, 2011-2012), 4 Supercoppe di Germania (1989, 1995, 1996, 2013), 1 Champions League (1996-97, contro la Juventus), 1 Coppa delle Coppe (1965-66, contro il Liverpool) e 1 Coppa Intercontinentale (1997, contro il Cruzeiro).

FORMAZIONE BASE: Weidenfeller; Grosskreutz, Subotic, Hummels, Schmelzer; Sahin, Kehl; Blaszczykowski, Mkhitaryan, Reus; Lewandovski.

MODULO BASE: Anche dal punto di vista tattico sarà una sfida molto interessante. Klopp infatti appartiene a pieno regime alla ‘nouvelle vague’ del calcio europeo, proprio come Benitez, e similmente allo spagnolo propone un 4-2-3-1 estremamente spregiudicato, fatto di possesso palla, pressing alto, dialoghi continui, triangolazioni e tecnica. Merito soprattutto del turco Sahin, regista indiscusso e leader della linea mediana, del solido Kehl, di Blaszcskowski e Reus, spine nel fianco sulle corsie centrali; al posto del talentuoso Kagawa, emigrato a Manchester, c’è il promettente armeno Mkhitaryan. In difesa garantiscono sicurezza i due centrali Subotic e Hummels, ben supportati da Grosskreutz e dall’instancabile Schmelzer. E Lewandoswki, pronto a pungere, non è solo lì in attacco? No, perché i trequartisti sono pronti a fargli da spalla. Alla maniera del gioco di Benitez.

CAPITANO: La fascia è vestita da Sebastian Kehl, classe 1980, veterano del Borussia (vi milita dal 2002). E’ tra i punti fermi anche della Nazionale Tedesca.

TECNICO: Al Borussia Dortmund dal 2008, Jurgen Klopp, nato a Stoccarda nel 1967, è il principale artefice della resurrezione dei giallo neri. Allenatore dal 2001, ha iniziato la sua parabola ascendente nel Mainz, portandolo nel 2005, a una storica qualificazione in UEFA. Col Borussia ha vinto 2 Bundesliga (2010-11, 2011-12), 1 Coppa di Germania (2011-12) e 2 Supercoppe tedesche (2008, 2013).

STADIO: L’impianto del Borussia è il Signal Iduna Park, più storicamente noto come Westfalen Stadion. Capienza: 65.718 posti a sedere.

MIGLIOR RISULTATO OTTENUTO IN CHAMPIONS: Campione nel 1996-97 (vincente contro la Juventus)

PRECEDENTI CONTRO LE ITALIANE: Il bilancio del Borussia Dortmund con le italiane, non è del tutto lusinghiero: su 21 precedenti, i tedeschi hanno ottenuto 6 vittorie, 4 pareggi e 11 sconfitte. Un buon viatico per gli azzurri, chissà…

 

MARSIGLIA

ANNO DI NASCITA: 1899


TROFEI VINTI INTERNI ED IN EUROPA:

In Francia il Marsiglia ha vinto

9 titoli nazionali (1936/37, 1947/48, 1970/71, 1971/72, 1988/89, 1989/90, 1990/91, 1991/92, 2009/10 ),

10 Coppe di Francia (1923/24, 1925/26, 1926/27, 1934/35, 1937/38, 1942/43, 1968/69, 1971/72, 1975/76, 1988/89)

3 Supercoppe di Francia (1970/71, 2009/2010, 2010/2011) 

In Europa la società francese annovera 2 trofei:

Coppa dei Campioni (1992/1993)

Coppa Intertoto (2005/2006) 

FORMAZIONE BASE: Mandanda; Rod Fanni, N'Koulou, Diawara, Morel; Romao, Cheyrou; Payet, Valbuena, André Ayew;Gignac

MODULO BASE: 4-2-3-1

CAPITANO: Steve Mandanda 

ALLENATORE CON RELATIVI TROFEI VINTI: Elie Baup è l'allenatore dei francesi e ha vinto un campionato con il Bordeaux nella stagione 1998/1999 e una coppa di Lega sempre con il Bordeaux nel 2001/2002

STADIO CON CAPIENZA: Stadio Vélodrome (48.000 posti)

MIGLIOR RISULTATO OTTENUTO IN CHAMPIONS: Vincitore nel 1992/1993. In finale sconfitto il Milan per 1 a 0, gol del difensore Basile Boli al 43'

PRECEDENTI CON SQUADRE ITALIANE: 18 i precedenti con le squadre italiane. L'ultimo contro l'Inter nel marzo del 2012. Sconfitti i francesi per 2 a 1. In totale le vittorie sono 7 vittorie, 6 sconfitte e 5 pareggi.

 

ARSENAL

Direttamente dall'urna di Montecarlo ecco l'Arsenal. Si ricomincia da Londra, dopo la cocente eliminazione maturata due anni fa contro il Chelsea. Avversario ostico, ricco di fascino e tradizione, con una grande esperienza a livello europeo. Il club nasce nel 1886 ed è uno dei più antichi del regno unito, oltre ad essere tra i sodalizi più titolati. In bacheca figurano tredici campionati, di coppe d'Inghilterra, due trofei di lega, dodici charity shield, una coppa delle coppe e una coppa delle fiere, antenata della nuova europa league. Un palmares invidiabile, costellato da successi, soprattutto in patria. La grande forza dei “gunners”, per novanta tre anni, si è annidata nel catino di “Highbury”, la casa dei biancorossi. Poi, dall'estate del duemilasei, è venuto alla luce il nuovo impianto, l'Emirates Stadium, capace di ospitare sessantamila spettatori. Uno stadio a misura d'uomo, lontano però da qualsiasi sapore romantico. Il dominatore della scena è lui, sempre lui, solo lui, Arsene Wenger, seduto sulla panchina dei biancorossi da diciotto anni. Amato e contestato per la sua politica gestionale, legatissima al bilancio, all'aspetto puramente economico. Ma la sua lunga permanenza londinese è giustificata anche dai grandi risultati ottenuti. Prima in Francia, alla guida del Monaco, poi proprio con l'Arsenal, sapientemente condotto verso la conquista di tre premier league, oltre agli otto trofei nazionali messi in cassaforte. Non è bastato per metterlo al riparo da critiche. Col tecnico francese, gli inglesi hanno sfiorato la conquista in champions league sfumata contro il Barcellona a maggio duemilasei. Nella squadra titolare figuravano i nomi di Cesc Fabregas, Thierry Henry, Robert Pires, Ashley Cole. Ora, il parco giocatori, è completamente cambiato. Le esigenze economiche hanno preso il sopravvento ed hanno, di fatto, ammorbidito le ambizione del team. L'identità tattica, in ogni caso, resta la stessa di sempre. Il trainer francese, di solito, predilige il quattro-due-tre-uno, praticamente lo stesso modulo utilizzato da Rafa Benitez. La formazione tipo prevede Szczesny in porta, Jenkinson, Vermaelen, Mertesacker e Gibbs in difesa, Ramsey e Rosicky sulla linea mediana e Cazorla, Podolski e Walcott alle spalle di Giroud. Il capitano, Thomas Vermaelen, monitorato a lungo anche dal direttore Bigon, è fermo ai box per un infortunio che dovrebbe tenerlo lontano dal campo di gioco ancora per un po'. L'ultimo ed unico precedente con l'Arsenal risale ai primi di agosto, in occasione della Emirates cup. Partita emozionante, finita col due a due. Un antipasto, prima della sfida vera.

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