PRESIDENTE, IL FUTURO NON ASPETTA!
Quando Aurelio De Laurentiis parla del suo Napoli, le sue dichiarazioni vanno prese col beneficio dell’inventario, dacché non si riesce mai a comprendere cos’abbia in mente quando le divulga: o prende in giro a bella posta i napoletani, oppure, più benignamente, sbandiera obiettivi da raggiungere e rinforzi da acquistare per rendere la squadra vincente, ma lo fa in modo confuso, senza avere le idee totalmente chiare. Proprio com’è avvenuto ieri, nell’ambito di un’occasione pubblica, ambito a cui il presidente non si sottrae mai quando vuole rivelare al popolo cosa ha in mente per la sua amata creatura. Infatti, a margine della consegna del Premio “Andrea Fortunato” del quale è stato insignito, Don Aurelio ha trovato spazio per chiacchierare amabilmente circa l’avvenire azzurro. Pensa a grandi cose, il Patron. Vuole rimpolpare le fila con cinque innesti. Ostenta sicurezza su Cavani, sostenendo che la clausola rescissoria da 63 milioni è un’asticella alta abbastanza da poterlo trattenere a lungo e “Se c’è un pazzo che lo vuole, deve sganciare 70 milioni”. Afferma di essere in piena sintonia con Mazzarri, di essere legato a lui da quel che definisce un ‘rapporto leale’, e che insieme discuteranno a fine stagione riguardo a come rendere più forte il progetto-Napoli. Tutto ok? Assolutamente no. Il quadro che ne è emerge è vago, per non dire contradditorio; e il maggior paradosso riguarda appunto il destino del Santone livornese. E sì, perché Don Aurelio vorrebbe un faccia-a-faccia con lui a fine annata, ma contemporaneamente dichiara: “Il mio programma è quello di porre basi importanti per il futuro e mettere a disposizione di Mazzarri, o di un altro eventuale tecnico, una rosa competitiva”. Dunque, pure il mister può fare le valigie (e smammare, aggiungiamo noi), qualora lo desidera. Un altro Napoli è possibile anche senza l’umile Walter; i top coach adatti a un top team ci sono in giro, basta avvicinarli e chiedergli se vogliono sposare un progetto per il quale il Grande Capo ha già pensato alle fondamenta da gettare, a quegli elementi che, a quanto pare, ha personalmente ritenuto utili affinché il salto di qualità fosse compiuto.
Sul fatto che De Laurentiis voglia costruire già oggi il Napoli di domani, non c’è nulla a pretendere: è cosa buona e giusta anticipare i tempi, trovarsi pronti per l’anno che verrà. Il problema è che all’edificazione del progetto mancano le succitate basi, e la principale di queste è costituita proprio dall’allenatore. Il destino di Mazzarri ha contorni ancora poco chiari, eppure le possibilità di un suo addio sono concrete: lo dicono le voci di dentro, che già lo vedono al timone di Inter e Roma, se non addirittura in Premier League; lo conferma il suo bilancio in azzurro, testimone di un balzo in avanti mai realizzato, Coppa Italia a parte. Comunque sia, non v’è certezza su chi guiderà il Napoli da Giugno. Dunque, considerata quest’insicurezza, e visto che il calciomercato da che mondo è mondo lo fa il tecnico (non è un caso se in Inghilterra lo chiamino ‘manager’ …), perché si parla di progetti futuri se ancora non si conosce con precisione chi siederà in panchina? Come si può riflettere sui tasselli da inserire nel collettivo, se ancora manca colui che il collettivo dovrebbe comandarlo? E’ facile intuire che, da questo punto di vista, la situazione in Casa Napoli è in mera fase di stallo, soprattutto è caotica. E tale caos non solo rende complicate le grandi manovre, ma rischia anche di provocare un pericoloso e preoccupante ritardo rispetto alle dirette concorrenti, alle competitors che di certo non staranno con le mani in mano. Ed è una confusione che potrebbe generare incertezza persino tra i calciatori: lungi da noi l’esser pessimisti, ma in un simile contesto non ci sarebbe da meravigliarsi se Cavani decidesse di abbracciare un progetto più concreto, salutando tutti e chiudendo la porta. In fondo non è stato lo stesso presidente, sempre ieri, a dire che, se a 25 anni vuoi tentare nuove sfide, nessuno ti obbliga a restare? E i tifosi non si sentirebbero delusi e presi in giro dall’ennesima mancanza di chiarezza della società? Inutile poi stupirsi se fischiano Don Aurelio e lo contestano: la loro protesta è più che giustificata, non è pretenziosa. Il patron afferma di volersi incontrare con Mazzarri solo a Maggio. Invece la nostra idea è che il chiarimento, in tal senso, deve avvenire al più presto: ora, subito. E che De Laurentiis imponga all’umile Walter un diktat, un aut-aut: o rimani, o te ne vai. Se Mazzarri dice “no”, lo mandi via e cominci a guardarsi intorno, magari con l’aiuto di persone fidate che di calcio se n’intendono più di lui, alla ricerca di un bravo allenatore e dei giocatori che il nuovo tecnico saprà segnalargli in tempo utile. Se Mazzarri dice “non so, non saprei …”, lo mandi via lo stesso, perché l’incertezza è nemica, l’indecisione ferma il progetto, lo rallenta, ne rimanda le correzioni e finisce per danneggiarlo. Si decida al più presto, presidente! Il tempo corre e non aspetta, come non possono attendere nemmeno i tifosi. E, riflettendo, la troppa attesa e il conseguente ritardo manderebbero in fumo anche i suoi affari: la squadra non vince, la gente diserta lo stadio, i guadagni si ridurrebbero. Le conviene? Ci pensi e ci faccia sapere.
