UN HASSAN NELLA MANICA

UN HASSAN NELLA MANICA src=

Quando il Napoli, lo scorso 30 Agosto, ufficializzò l'acquisto in prestito di Hassan Yebda un po' tutti cominciarono a storcere il naso. La carriera del centrocampista franco – algerino iniziata tra le giovanili dell'Auxerre e passata tra Le Mans, Benfica e Portsmouth non dava grandi garanzie soprattutto se paragonato ai nomi che circolavano in quella estate di fuoco.Prestito con diritto di riscatto fissato a 3 milioni e le critiche si alzarono in coro. Oggi, invece, Yebda sembra essere uno dei grandi affari del Napoli che vola alto e in piena linea con il diktat imposto da società e tecnico: Mazzarri chiedeva fisicità in mezzo al campo e magari un briciolo d'esperienza in campo internazionale, la società imponeva la necessità di tenere il tetto ingaggi sotto controllo e magari un carattere professionale, a questo si aggiunge il regolamento che imponeva agli azzurri di cercare un uomo dal passaporto comunitario. Ecco l'affare Yebda, duttile centrocampista dal fisico imponente e dall'ingaggio accettabile, 700 mila euro netti, gli stessi di Sosa e Zuniga, meno di Blasi e più di Grava e Campagnaro.

 

Stagione al piccolo trotto per il mediano di Saint Maurice, iniziata con tanta panchina e qualche minuto sparso qua e la per poi rinvigorirsi sempre di più fino a conquistare il plagio di chi aveva bruscamente bocciato il suo acquisto. Nelle ultime gare, poi, Yebda sembra essere esploso definitivamente garantendo grande duttilità e versatilità al tecnico che adesso comincia a scricchiolare nel dover definire Walter Gargano uno dei vari intoccabili.La trasformazione tattica non è nuova al calciatore algerino. Yebda nasce come ala destra tra le file dell'Auxerre per poi diventare il classico mediano di rottura nel Le Mans; al Benfica, infatti, l'allora tecnico Quique Sanchez Flores, attualmente al Villarreal, portò Yebda a spostarsi da mediano di rottura a interno destro del centrocampo a rombo con compiti di copertura e spinta sulla fascia destra concedendogli anche qualche sortita offensiva. Lo scorso anno, il tecnico israeliano del Portsmouth, Avram Grant, lo riportò nel mezzo per sfruttare al meglio fisico e gioco aereo per poi dirottarlo prima a sinistra poi nella trequarti campo dove segna anche 2 gol in 23 presenze totali. Non è una novità, quindi, vedere Yebda spostarsi su e giù per il campo iniziando da vice – Gargano e concludere da vice – Hamsik dando non solo nuove soluzioni al tecnico, ma anche la possibilità gestire al meglio i protagonisti a gara in corso. Tale propensione alla metamorfosi porta il calciatore a diventare una mina vagante per l'avversario dovendolo tenere d'occhio sia quando gli azzurri partono in fase d'attacco dal settore esterno che dalle palle inattive: nel primo caso, Yebda è spesso presente al limite dell'area di rigore pronto a sfruttare qualche pallone rinviato corto per tentare anche la battuta a rete (in passato fu spesso una zona morta per il Napoli) mentre il fisico e la bravura nel gioco aereo lo porta a diventare utile su corner e punizioni indirette anche in fase difensiva. A testimoniare tutto questo sono le ultime due vittoria azzurre con Parma e Cagliari: al Tardini, l'algerino non solo ha praticamente affogato i ritmi di Dzemaili ma ha contribuito pesantemente anche nell'impostazione del gioco mentre con i sardi è riuscito a limitare il raggio d'azione di un certo Daniele Conti, spesso affamato quando si tratta di Napoli, per poi trovarsi al posto giusto al momento giusto quando si tratta di calciare verso la porta.Insomma, l'ennesimo affare della truppa partenopea capitana da "Mago Walter", capace di crearsi anche un nuovo Hassan…nella manica

Translate »