UDINESE- NAPOLI 2-2 (84-85). QUANDO DIEGO INAUGURO’ "LA MANO DE DIOS"
Proprio così : la mitica “ mano de dios “ è nata in Friuli, in una delle “ Capitali “ dell’ industriosa Italia del nord – est. Mentre il malandrino gol segnato dal “ Pibe de oro “ ai mondiali 1986 con l’ Inghilterra, ancora oggi celebra una notorietà quasi attuale, in pochi ricordano che Diego preparò al meglio il “ colpo “, facendo le prove il 12 maggio 1985 nel regno di Artur Artunes Coimbra detto “ Zico “, uno dei più grandi giocatori del mondo a cavallo degli anni ’70 e ’80. Brasiliano di Rio, Zico è stato per il Flamengo quello che ha rappresentato Totti per la Roma o Rivera per il Milan. Una simbiosi pressoché perfetta fra il fuoriclasse di altissimo livello e la sua squadra di club. Nato nel 1953, era famoso per la straordinaria abilità nel trasformare le punizioni a “ foglia morta “, quelle alla Mario Corso per intenderci. Ma Zico certo non era solo questo. La sua abilità nel dribbling unita ad un’ incredibile arte nel tenere il pallone incollato ai piedi, lo rendevano un goleador irresistibile. Non ha vissuto però la gioia di vincere un mondiale con la “ selecao “, neppure nel 1982 quando uno spietato Claudio Gentile lo fermò nel famoso Italia – Brasile 3 –2 ( per la verità più con le cattive che con le buone… ). A sorpresa, dopo una vita con il Flamengo, nel 1983 decise di tentare la grande avventura in Italia, ma clamorosamente scelse di approdare all’ Udinese del Pres. Mazza e del D. S. Dal Cin, supportata dall’ industria Zanussi. Nel primo campionato Zico non tradì le attese, andando in gol 19 volte in 24 partite. Nella seconda stagione ( 1984 –’85 ), gli infortuni bloccarono il carioca addirittura per metà anno ( solo 16 presenze su 30 ), ma quando scendeva in campo per i bianconeri friulani era tutta un’ altra musica. Per il penultimo turno di quel torneo, per l’ appunto era in programma ad Udine la gara con il Napoli, con la preventivata grande sfida fra lui e Maradona, cioè fra il numero 1 del Brasile e quello…del mondo. Entrambe le squadre avevano vissuto un’ annata in parte tribolata, e la loro classifica non aveva più nulla da chiedere al tramonto di quel campionato. Ciononostante la gara fu piena di sorprese e colpi di genio, di alto livello tecnico. Di fronte ad uno stadio pieno, venne fuori un match denso e vibrante già dall’ inizio. Già al 4° c’ è il primo gol, grazie a Diego che trasforma imparabilmente nel “ sette “ un calcio piazzato da trenta metri. Dopo soli quattro minuti il terzino Galparoli pareggia, risolvendo una confusa mischia in area. L’ Udinese preme, ci tiene a finire in bellezza davanti ai propri tifosi, e colpisce ben tre pali solo nel corso del primo tempo !. Al 55° i friulani passano meritatamente in vantaggio con un’ altra punizione da limite, grazie a De Agostini. E’ poi il turno di Zico a colpire il quarto palo per i suoi, con un altro tiro dal limite. Sembra fatta per l’ Udinese, ma in agguato c’è il diabolico inarrivabile Diego…A due minuti dalla fine c’è un lungo lancio da centrocampo, un difensore di casa respinge goffamente, ne approfitta col piglio dell’ avvoltoio D. Bertoni, che colpisce di testa la traversa. Maradona si avventa come un falco, non può arrivarci di “ capa “ ma con la mano destra si, l’ arbitro Pirandola di Lecce non se ne accorge, e il 2 –2 finale è bello e fatto…Negli spogliatoi Zico tuona il suo sdegno, non tanto verso Diego quanto verso l’ incapacità della terna arbitrale, prendendo la bellezza di sei giornate di squalifica. Ma in Italia il “ Pelè bianco “ non tornerà più, faendo ritorno nel suo Flamengo, vinto dalla “ saudade “. Ad ogni modo, per Diego quella partita di Udine, rappresentò un ottimo allenamento verso le prodezze ( naturalmente di ogni tipo ) dell’ anno seguente in Messico…Per finire ecco le formazioni di quel giorno: Udinese con Brini, Galparoli, Cattaneo. Gerolin, Edinho, De Agostini. Montesano, Miano, Carnevale, Zico e Criscimanni. Napoli con Castellini, Bruscolotti, Ferrara. Celestini, Ferrario e R. Marino. Daniel Bertoni, Favo, Caffarelli, Maradona e Dal Fiume. Nostalgia canaglia…
STATISTICHE
In maniera a dir poco rocambolesca, l’ Udinese spezzò la magica serie di 15 partite senza sconfitte del Napoli di Mazzeri, lo scorso 7 febbraio 2010 per 3 –1, con i gol di Di Natale al 7°, di Maggio al 19° ( poi ingiustamente espulso al 43 ° ), ed ancora del Totò di Udine al 90 ° ed al 92°, con in mezzo un palo colpito da Pazienza all’ 88 °. L’ ultimo pareggio è del 21 –9 –2008 ( 0 –0 ), mentre l’ ultima vittoria azzurra è quella roboante del 2 settembre 2007, un clamoroso 5 –0 firmato da Zalayeta ( 2 ), Domizzi, Lavezzi e Sosa. In totale così recita il bilancio: 11 vittorie dell’ Udinese, 14 pareggi e 4 successi azzurri. Dopo l’ immeritato rovescio dell’ anno scorso, giustizia vorrebbe che arrivasse il quinto squillo…
