UDINESE – NAPOLI, TORNARE A CORRERE IN TRASFERTA

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Udinese – Napoli al Friuli è un mix di emozioni recenti e più lontane. Quelle datate maggio 1985, con il 2-2 siglato dal solito Diego a pochi minuti dalla fine, in cui il fuoriclasse argentino face le prove generali di quella che sarebbe poi passata alla storia  come la più celebre “mano de Dios” poco più di un anno dopo. Solo 5 anni più tardi, nel 1990, un altro 2-2 in rimonta, alla seconda giornata di ritorno. Alla fine di quel campionato però il Napoli vinse il suo secondo titolo, e proprio la gara del Friuli risultò moralmente decisiva per gli azzurri, sotto di 2-0 a tre minuti dalla fine, già reduci da una sconfitta in trasferta sul campo della Lazio e con l’Inter alle calcagna. Un pareggio giunto in un momento chiave della stagione, che diede a Maradona e company la consapevolezza del fatto che quello poteva essere l’anno giusto per portare il secondo tricolore all’ombra del Vesuvio. Il resto di Udinese – Napoli è storia recente, recentissima. Campionato 2007-2008, il primo in Serie A della nuova era De Laurentiis. Dopo l’impatto negativo dell’esordio contro il Cagliari al San Paolo, allo stadio Friuli va in scena il primo Lavezzi-show partenopeo: 0-5, prestazione esaltante del Pocho, ed il calcio italiano che conosce per la prima volta, attonito e un po’ frustrato, un ragazzo argentino tutta potenza e velocità, che ricorda lontanamente l’unico, vero, inarrivabile Dio del pallone. Proprio di ieri, datato febbraio 2010, il ricordo più recente: l’Udinese di De Biasi che mette fine alle serie di 15 risultati utili consecutivi di Walter Mazzarri, fino ad allora imbattuto dal suo approdo sulla panchina azzurra, grazie a due reti nel finale di gara. Ma Udinese – Napoli è anche la partita dei napoletani vestiti di bianconero, Di Natale e Floro Flores, degli ex Domizzi e Denis, delle vecchie glorie azzurre Carnevale e Policano attualmente nell’ambito della società di Pozzo. Sono tante dunque le ragioni per fare bene al Friuli. E se non bastassero queste, resta sempre quella più importante: dopo l’immeritata sconfitta dell’Olimpico contro la Lazio, Mazzarri muore dalla voglia di tornare a correre in trasferta. Se quest’è poco…

UDINESE – La compagine di Guidolin, dopo un avvio col freno a mano tirato dove non ha raccolto nessun punto nelle prime 4 giornate di campionato, ha iniziato a carburare con solo 2 sconfitte (ad opera di Catania e Roma) nelle successive 9 partite. La squadra friulana è di quelle che gioca a viso aperto, soprattutto tra le mura amiche, per raccogliere il massimo da quello che si innalza a suo punto di forza, ovvero lo splendido trio Di Natale – Sanchez – Floro Flores di cui dispone in avanti. E con un attacco così, sarebbe un suicidio fare altrimenti. Proprio lo scugnizzo napoletano Antonio Floro Flores è tornato a disposizione di Guidolin, dopo avergli dato non poche preoccupazioni nel corso della settimana per un fastidio muscolare accusato durante la gara di Coppa Italia contro il Lecce. Il tecnico veneto dovrebbe schierare un 3-4-1-2, con il cileno Sanchez alle spalle proprio della coppia “partenopea” Di Natale – Floro Flores. La difesa a tre sarà la solita, con Zapata centrale, Domizi centro-sinistra e Benatia centro destra. A centrocampo Armero prenderà il posto di Pasquale, con Isla, Asamoah e Inler a completare il quartetto.

Formazione: (3-4-1-2): Handanovic; Domizzi, Benatia, Zapata; Armero, Inler, Asamoah, Isla; Sanchez; Di Natale, Floro Flores. A disposizione: Belardi, Coda, Angella, Pasquale, Badu, Pinzi, Denis. All: Guidolin.

Ballottaggi: Sanchez 60% – Pinzi 40%; Armero 65% – Pasquale 35%. 

NAPOLI – Gli azzurri vogliono tornare a fare punti fuori casa, ma nel corso della settimana Mazzarri ha dovuto vedersela con qualche infortunio di troppo, fortunatamente rientrato alla vigilia della sfida di domenica al Friuli. Gli azzurri si schiereranno con un 3-4-1-2 speculare a quello dell’Udinese, ragion per cui la gara potrebbe risultare un po’ bloccata tatticamente, per lo meno nelle prime fasi di gioco e fin quando una delle due formazioni non deciderà di mettere la testa fuori dal guscio. Out Blasi, con Yebda che molto probabilmente non verrà rischiato da Mazzarri, la coppia centrale di centrocampo sarà Gargano – Pazienza, con quest’ultimo recuperato al 100% insieme a Paolo Cannavaro. Proprio il capitano andrà a comporre il terzetto difensivo insieme a Campagnaro e Santacroce, con quest’ultimo in leggero vantaggio su Grava. In avanti nessun dubbio per Mazzarri, che risponderà al tris di Guidolin schierando il trio delle meraviglie Hamsik – Cavani – Lavezzi, con il giovane slovacco ad agire alle spalle dei due sudamericani. Sugli esterni agiranno i soliti Maggio e Dossena. Dumitru, anch’egli reduce da un infortunio alla spalla, verrà probabilmente convocato, ma Mazzarri deciderà in extremis se portarlo in panchina. In caso contrario, possibile la sorpresa Bucchi tra le riserve.

Formazione: (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Santacroce; Maggio, Gargano, Pazienza, Dossena; Hamsik; Lavezzi, Cavani. A disposizione: Iezzo, Grava, Cribari, Vitale, Zuniga, Maiello, Dumitru (Bucchi). All: Mazzarri.

Ballottaggi: Santacroce 60% – Grava 40%;  Cannavaro 80% – Cribari 20%

 

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