Tutti responsabili

È una squadra irriconoscibile quella vista in terra ucraina contro lo Shakhtar. Non si salva nessuno questa sera, se non il solito ed imprescindibile Mertens, che non si sa per quale assurdo motivo sia stato lasciato in panchina, mentre i propri compagni venivano letteralmente surclassati dagli uomini di Fonseca. Tutti responsabili, a partire da Sarri che per la terza volta consecutiva sbaglia formazione inserendo un centrocampo rivelatosi inconsistente. Mancava Allan, uno dei piú in forma di questo inizio stagione. È stato inserito, e poi sostituito per l’ennesima volta un impalpabile Hamsik che si è rivelato il punto debole di questo collettivo. Massimo rispetto per il capitano; ma se non è in forma perchè continuare a farlo giocare? E sará mica un caso che non appena lo slovacco è stato sostituito, la partita è cambiata radicalmente. Prima frazione di gioco in cui il Napoli non è riuscito a produrre alcuna trama di gioco. L’assenza del folletto belga rende la manovra prevedibile e lo Shakhtar ha tutto il tempo per chiudersi a riccio e ripartire in contropiede. Piotr Zielinski, che avrebbe dovuto tagliare a fette la mediana avversaria con le sue consuete percussioni, è stato invece il colpevole dell’1-0 firmato Taison, che indisturbato ha trafitto Reina. Soltanto Insigne nel finale di tempo prova ad impensierire Pyatov, ma non è assolutamente serata. Nella ripresa il copione non cambia e questa volta è Reina a salire in cattedra, si fa per dire, commettendo un errore di valutazione clamoroso che permette a Ferreyra di siglare il bis. Fino al 60′ è notte fonda, fino a quando Maurizio Sarri decide che è arrivato il momento di provare a ribaltare il match con l’ingresso in campo di Mertens ed Allan e il conseguente passaggio al 4-2-3-1. Gli azzurri finalmente iniziano a giocare e trovano la rete con Milik dal dischetto, rigore che guarda caso viene conquistato da Mertens, e chi se non lui! Ma è tardi, non c’è tempo per completare la rimonta. È una sconfitta amarissima, ma soprattutto pesante ai fini della qualificazione. Il Napoli non può piú permettersi di fallire perchè in Champions nessuno ti regala niente. Il prossimo 26 settembre al San Paolo arriverà il Feyenoord, squadra che ha subito quattro reti da un Manchester City stellare. Sará giá un partita cruciale che indirizzerà in un modo o nell’altro il cammino degli uomini di Sarri. Intanto, in vista delle prossime sfide stagionali è opportuno restare con i piedi ben fissi a terra. Un bagno di umiltá talvolta aiuta davvero tutti. Questo Napoli puó, anzi deve assolutamente maturare perché per ora non può considerarsi ancora una vera e propria corazzata.

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