RE PER UNA NOTTE

Le luci al San Paolo si accendono ed illuminano due curve vuote. Beati gli invitati alla cena del Napoli e dei napoletani. Hanno potuto gustarsi in un teatro semivuoto una comoda quanto disarmante vittoria al cospetto di un avversario inferiore, che pur conserva quei quarti di nobiltà di un tempo. Più che una Vecchia Signora, la Juventus vista a Napoli è sembrata una giovane signorinella. Le assenze avranno pesato, ma un tempo non avrebbero inciso come oggi. Brutta e senz’anima, pareva avesse paura di se stessa, o forse dei propri limiti, evidenziati con mano ferma e scelte cervellotiche dal proprio allenatore. La paura fa Ranieri, non novanta: voglioso di portarsi a casa uno squallido punto che gli avrebbe consentito di passare indenne al prossimo ko, “mister perfect” ha controfirmato l’ennesima delusione bianconera, catalizzando l’attenzione del maitre di casa Juve pronto, alla prima occasione, a presentargli il conto. Non sono problemi che riguardano il Napoli, che pur senza giocare un gran calcio riesce a spuntarla grazie al genio dei suoi talenti. Feriti nell’orgoglio per aver subito una rete da una squadra che squadra non è, prima Hamsik e poi Lavezzi hanno rimesso i conti a posto, mandando in bambola quel che resta di una ex grande ridotta alla qualifica di misero comprimario. Reja dispone di talenti in grado, da soli, di cambiare volto anche alla partita più difficile. L’allenatore di un gruppo simile deve essere bravo soltanto a chiudere il cerchio intorno a loro, le colonne portanti di un complesso che maturerà più in fretta se riuscirà ad avere un’identità indipendente dalle giocate dei singoli. In attesa di un po’ di  gioco, l’eliminazione di Lisbona ha chiarito che certi elementi sono (quasi) imprescindibili.

Le luci dell’alba si accendono ed illuminano la città che si sveglia. Beati coloro i quali leggeranno la classifica del campionato di serie A ed avranno la forza di sognare. Per qualche ora, Napoli guarda tutti dall’alto verso il basso. Un pensiero stupendo, destinato a rimanere tale. In futuro chissà: De Laurentiis fa bene a tenersi stretto il suo manager, e a non parlare dell’allenatore. Che deve pensare, come fa tutti i giorni, soltanto al campo. Gli si conceda il lusso di osservare che, per una notte, è stato il re della serie A, lui che queste cose non ama certo raccontarle ai nipotini. Starà già pensando alla trasferta in casa Lazio, coccolandosi quei due ragazzi che hanno fatto la festa al collega Ranieri. Nel frattempo, ha fatto un regalo al pubblico: ha inserito Denis raccogliendone l’esplicito appello vocale. Anche in questo il pubblico napoletano può prendersi qualche giustificato merito: che le luci siano accese o spente, c’è sempre ed è sempre d’aiuto …  

Translate »