TEMPI DURI

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E’ una liberazione spingere in rete un pallone con la forza della frustrazione, dopo molti altri  tentativi respinti da qualunque ostacolo possibile e immaginabile. E’ successo questo al piccolo Hamsik, è successo questo al grande pubblico partenopeo che ancora una volta ha incitato la propria squadra fino all’ultimo, emozionante sussulto. In una partita in cui è successo di tutto ci si ritrova esaltati per la gioia finale, ma a ben guardare non c’è poi molto di cui essere contenti.

 

Fra le note positive si diceva di Hamsik, campione in fieri che dimostra però di essere a buon punto nel suo processo di maturazione. Il centrocampista slovacco ha giocato una gara splendida all’insegna di una continuità impressionante, che spicca ancora di più se confrontata alla mediocrità in cui hanno galleggiato molti suoi compagni. Con lui l’altro talentino Lavezzi: non sarà stato l’emblema della concretezza ma come al solito il suo impegno è stato encomiabile, rincorse a tutto campo e scambi in velocità col suo compagno più in palla. Ciò che preoccupa è il resto della squadra, che si porta dietro problemi annosi legati a difficoltà oggettive sia tecniche che tattiche. Inutile infierire sul povero Savini, sempre più inviso anche ai tifosi ed uscito fra fischi e sospiri di sollievo. Il terzino romano ce la mette tutta ma i limiti sono evidenti. Inutile dire che contro una Lazio schierata col rombo e quindi senza esterni di centrocampo un fluidificante vero, di spinta, avrebbe affondato per l’intero arco della gara. L’ha dimostrato Rullo nella prima mezz’ora di Coppa Italia, e forse anche in questo caso fargli fare almeno una trentina di minuti sarebbe stato opportuno. Dall’altro lato invece ha destato tutt’altra impressione Garics, che soprattutto nella prima frazione di gara ha mostrato una personalità crescente ed è arrivato spesso e volentieri al cross, in linea con la chiave tattica evidenziata poc’anzi. La crescita dell’austriaco è rassicurante eppure anche lui deve migliorare in continuità, vistoso il calo nel secondo tempo con legittima sostituzione. Importantissimo anche Blasi, espulsione (ingiusta) a parte il mediano ex Juve si è rivelato una volta ancora fondamentale per l’equilibrio di un centrocampo che contava due incursori puri come Bogliacino e Hamsik. Resterà da vedere se a fronte dell’ennesima assenza certa di Blasi per squalifica si coglierà l’occasione per tornare sul mercato a reperire chi possa sostituirlo.

 

Ma non è certo tutto oro quello che luccica. Le note stonate provengono una volta ancora dalla difesa, e c’è da rimarcare di nuovo le disattenzioni dei tre centrali costate carissime, in primis sul gol di Pandev. Ciò che è probabile è che Domizzi e Cannavaro siano un po’ sulle gambe, non si può reggere un’intera stagione a ritmi altissimi e c’è bisogno di ricambi validi anche in quel reparto. In fase offensiva invece non è neanche giusto gettare la croce su Sosa perché non si può pretendere dal Pampa di rendere per 90’ sugli stessi livelli di eccellenza che offre per un minutaggio minore. La presenza di Sosa però, questo è lampante, porta la squadra a snaturare l’impostazione che ha sempre, e si rivedono gli irritanti lanci lunghi a scavalcare il centrocampo dello scorso anno. De Laurentiis in settimana, dopo l’uscita dalla Coppa, ha dichiarato che può accettare che la squadra giochi così male, purchè però cerchi sempre di fare risultato. In realtà ci si potrebbe accontentare benissimo anche del contrario: ci può stare pareggiare con la Lazio e perdere contro il Milan, ma i rinvii ignoranti, per favore, almeno quelli non fateceli vedere più.

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