FOLLIE PREFERENZIALI!

C’è il sole, l’estate è momento di relax e riposo cercando disperatamente un luogo di frescura. Il caldo riesce anche a dare alla testa, l’adrenalina si eleva al massimo nel tentativo di abbassare la temperatura. La fabbrica del pallone ha da poco chiuso i battenti con la figuraccia nazionale in terra austro – elvetica; eppure c’è già voglia di ricominciare. Il tifoso aspetta con ansia che la sfera di cuoio ricominci a correre per sognare, sperare e divertirsi; i media lo aspettano per riempire le proprie casse, il resto del paese lo aspetta perché quel pallone è sinonimo di domenica, giorno di festa; altri lo aspettano per rendersi protagonisti nella maniera più deplorevole sia possibile.

E’ il giorno dei calendari, il cervellone meccanico accoppia alla prima giornata di campionato Roma e Napoli; i media si saranno leccati i baffi, i tifosi prevedevano subito la grande sfida, chi comanda ha mostrato un sorriso smagliante, un assist servitogli su un piatto d’argento. Il Napoli è impegnato in Intertoto e anche dalla lontana Grecia si ascoltavano cori contro la tifoseria giallorossa, Roma impegnata in Supercoppa e qui arriva la risposta a tono e manca ancora un mese alla sfida. Un buon padre di famiglia, terrebbe il figlio lontano dal fuoco per non farlo bruciare, invece, il padrino del calcio italiano ha notato come ricavarne due piccioni con una fava: la stima del buon senso e la punizione cruda a dimostrazione di una fantomatica potenza.

Una specie di “Cavallo di Troia” rispolverato in una decisione che fu subito assurda: Lunedì 25 Agosto, l’Osservatorio del Viminale reputa Roma – Napoli una partita ad alto rischio, ciò nonostante è consentita la trasferta ai tifosi partenopei; per giustificare tale follia, furono dettate le indicazioni per un’adeguata sicurezza; ma è proprio da qui che partono le follie italiane che non tutti hanno saputo individuare: la Società Sportiva Calcio Napoli, aveva l’obbligo di garantire il riscontro dei documenti di identità degli acquirenti per fornirli al Questore di Napoli. Intanto, prende parte alla farsa anche il Casms e con un ruolo da protagonista: “Queste misure, riguarderanno tanto la dislocazione delle forze di polizia quanto l’attivazione dei canali investigativi per l’individuazione preventiva di eventuali frange violente”. Perché bisognava pensare ad adottare il modo migliore per individuare le frange violente? La sicurezza non sta a significare che bisogna evitare che le frange violente vengano a contatto con questo sport? Ecco le prime domande senza un’adeguata risposta.

E’ il 31 di Agosto, Roma – Napoli finisce 1 a 1 grazie ad una bella partita, ma difficilmente qualcuno avrà visto la sfida in campo, molto probabilmente bisognava ultimare la follia preferenziale da adottare. Arriva la prima notizia, le Ferrovie dello Stato lamentano 500 mila euro di danni provocati su 11 delle 15 carrozze dell’Intercity che avrebbe trasportato i tifosi del Napoli a Roma; nel comunicato si legge evince come alcuni tifosi azzurri abbiano tirato più volte il freno d’emergenza, distrutto e saccheggiato vagoni, inoltre un tifoso avrebbe aggredito il capotreno che, eroicamente, nonostante le varie contusioni apportate, abbia continuato il suo lavoro per non penalizzare i viaggiatori. In seguito verrà anche riportato che alla stazione di Napoli, alcuni gruppi avrebbero fatto scendere dei comuni viaggiatori per impossessarsi del treno. Bene, adesso si partono con le solite domande razionali: Cosa si può mai saccheggiare da un treno? Difficilmente qualcuno possa utilizzare un sediolino di un convoglio nel proprio soggiorno; inoltre, il capotreno ha mai parlato di tale aggressione? Perché alcuni comuni viaggiatori ha dato una versione completamente diversa dicendo che gli stessi tifosi hanno rianimato una persona e lasciata scendere senza problemi? Tutti va in contrasto con l’Ok del Questore alla partenza del treno fermato inspiegabilmente due secondi dopo. Arrivano altre dichiarazioni, manco si trattasse di un comunicato di guerra: Trambus, l’azienda che forniva pullman che trasportavano tifosi azzurri dalla stazione allo stadio, avrebbe subito danni da 60 mila euro a 20 dei loro automezzi.

Tutto è pronto, la farsa può avere inizio. Alle ore 20.40 spunta Il Ministro Roberto Maroni che richiede la stima dettagliata dei danni provocati; è così che parte il grande processo mediatico contro città, cultura e popolazione partenopea, come se su quel treno ci fosse salito anche il “Maschio Angioino” o il “Castel dell’Ovo”. Il Ministro Maroni, convinto leghista e uno dei primi ad appoggiare l’idea di una separazione tra Nord – Italia e Sud – Italia con tanti saluti a chi ha dato la vita per riunificarla; è una persona grintosa, uno di quelli che crede nella giustizia e nel rispetto delle regole, intanto cinque ultras vengono rispediti a casa con due schiaffi sulle mani. Il Ministro Maroni è una persona seria, non andrebbe mai in tv con un bel sorriso stampato sul folto a sbandierare con tanta fierezza che dietro quei gruppi violenti partiti per Roma, c’era la mano della camorra mentre altri enti che dovrebbero garantire sicurezza e rispetto rilasciano una dichiarazione disarmante: “Sappiamo chi sono, ma non possiamo prenderli”. Il Ministro Maroni è una persona tutta d’un pezzo, è un uomo serio che rispetta il corpo delle forze dell’ordine con fiducia e stima, non potrebbe subire una condanna di 4 mesi e 20 venti giorni per resistenza a pubblico ufficiale; la guerra mediatica continua mentre molte persone cominciano ad osservare con incredulità le parole spese e i fatti accaduti. La farsa dettata dalle follie preferenziali, porta il calcio italiano ad essere deriso da tutta Europa. Antonio Matarrese lancia l’idea delle celle negli stadi per ingabbiare i tifosi violenti, è fiero di tale proposta mentre l’Uefa risponde semplicemente con: “I tifosi violenti, non devono nemmeno avvicinarsi agli stadi”. Chi pagherà tali follie saranno i tifosi partenopei unitamente alla società, ma anche l’immagine italiana nel vecchio continente già derisa dalla presenza di stadi vecchi e inadeguati, rovinata dalla campagna di Italia ’90; ben presto il “bel paese” diventa il pagliaccio d’Europa. Alcuni giornalisti stranieri rilasciano un’intervista come testimoni oculari del viaggio a Roma: le loro parole sono lancinanti mentre mettono in risalto come tutto sia filato liscio e che le intemperanze reali erano minime a confronto con quanto riportato da istituzioni e giornali. Che bella figura!

Attenzione al colpo di scena: ecco il beneamato giudice Tosel che in barba alle barzellette già raccontate, ha voglia di dire anche la sua; curve chiuse per cinque turni allo stadio San Paolo. Una classificazione razziale indegna stile SS nazista. Per il giudice chi va in curva è un delinquente, non uno che è costretto a risparmiare qualche euro per permettergli di assicurarsi uno stipendio faraonico solo per sparare stupidaggini. In seguito, la tifoseria napoletana avrà anche il contentino dello sconto di un turno sulla pena. Ormai è chiara la situazione, questo paese non è in grado neanche bleffare per raggiungere i propri obiettivi.

Meglio ringraziare il Ministro Roberto Maroni, il Giudice Tosel, il Presidente Antonio Matarrese, la Casms, Trenitalia, l’Osservatorio e chi di nascosto ha partecipato a tale farsa: ci avete fatto divertire, avete dato altri motivi per ridere…peccato però che non sono riconosciuti come comici!

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