STA ANDANDO TUTTO A SCHIFIO…

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Quando il Dio Denaro ci mette le mani, tutto il resto non può nulla. Vien da dire questo nell'apprendere l'ennesimo scandalo che colpisce il calcio italiano; un giro d'affari, un vortice di moneta a discapito della regolarità, ma soprattutto della fiducia dei tifosi che pagano salati biglietti per assistere alla partita della propria squadra del cuore, ignari che tutto potrebbe già essere stato deciso a tavolino.Già nel 1980 il calcio fu travolto dall'illecito delle scommesse clandestine che coinvolse Milan, Lazio, Bologna, Avellino, Perugia, Pescara, Palermo e Taranto, dopo le accuse lanciate da un commerciante ortofrutticolo, Massimo Cruciani, che sostenevano di essere stato truffato dopo aver preso contatti con alcuni giocatori della Lazio, tramite Fabio Trinca proprietario di un ristorante, che lo inducevano a scommettere su alcune gare combinate. La magistratura, aprì un'inchiesta che portò all'arresto di vari calciatori tra i quali Stefano Pellegrini dell'Avellino, Massimo Cacciatori, Bruno Giordano, Giuseppe Wilson e Lionello Manfredonia della Lazio, Enrico Albertosi e Giorgio Morini del Milan; altri, invece, ricevettero l'ordine di comparizione come nel caso di Oscar Damiani del Napoli, Paolo Rossi del Perugia, Giuseppe Dossena e Giuseppe Savoldi del Bologna. Fu accertato che Giorgio Morini (Milan ndr) ricevette una somma da 20 milioni di lire avvolti in carta da giornale dal presidente rossonero Felice Colombo per comprare il silenzio di Cruciani e Trinca sulla gara vinta dal Milan contro la Lazio del 6 Gennaio 1980 (2 a 1) mentre Paolo Rossi fu accusato di aver combinato il pareggio tra Avellino e Perugia del 30 Dicembre 1979 (2 a 2). Nel Dicembre del 1980, tutti gli indagati vennero prosciolti dall'accusa penale, ma restò in piedi l'illecito sportivo che portò alla retrocessione in serie B di Milan e Lazio, 5 punti di penalizzazione per Avellino, Bologna e Perugia oltre alla radiazione di Felice Colombo (Pres. Milan), e una serie di condanne. Come poi spesso accade in Italia, la vittoria del mondiale spagnolo del 1982 portò una tale euforia da dimenticare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, cancellando la linea di confine tra il bene e il male con una sorta di amnistia. Lo scandalo costò parecchio al presidente federale, e Pres. UEFA,  Artemio Franchi che, a seguito dello scandalo, rassegnò le dimissioni poichè la vicenda avrebbe macchiato l'immagine del calcio italiano che di li a poco avrebbe ospitato i campionati europei.

 

Passano gli anni, il lupo perde il pelo ma non il vizio: il calcio italiano si ritrova altri scandali da affrontare dalla cocaina di Maradona e Caniggia (questione più politica che effettiva, in verità). Qualche anno dopo, arriva l'ennesimo scandalo: nel 1998, il tecnico boemo Zdenek Zeman al tempo sulla panchina della Roma, dichiarò che "il calcio deve uscire dalla farmacia" avanzando sospetti sulla spropositata crescita muscolare di Gianluca Vialli e Alessandro del Piero della Juventus grazie all'assunzione di sostanze proibite (EPO). Il procuratore aggiunto di Torino, Raffaele Guariniello, apre l'inchiesta rilasciando un avviso di garanzia anche per il presidente della Federcalcio Antonio Matarrese (attenzione: ancora oggi è sempre lì); arriva lo scandalo nello scandalo quando in seguito al commissariamento della federazione medici sportivi, spariscono nel nulla documenti relativi a 45 morti sospette nel calcio. Superato il caso EPO in una gran bolla di sapone, si arriva al caso passaporti falsi del 2000 che coinvolse Gustavo Bartlet e Fabio Junior (Roma), Alberto, Alejandro da Silva, Warley e Jorginho (Udinese), Dedè e Jeda (Vicenza), Dida (Milan), Job, Francis e Zè (Sampdoria), Recoba (Inter) e Veron (Lazio) rei di aver riportato origini europee per diventare comunitari. La situazione si concluse con qualche ammenda per Vicenza, Udinese, Inter, Lazio, Roma, Milan e Sampdoria, una serie di inibizioni per alcuni dirigenti e squalifiche per i calciatori. Superato lo scandalo passaporti, si arriva al caso Calciopoli 1 del 2006 riguardante l'illecito sportivo che coinvolse vari personaggi come Luciano Moggi, Antonio Giraudo, Innocenzo Mazzini, Franco Carraro, Tullio Lanese, Leonardo Meani e una serie di arbitri compresi i due designatori Bergamo e Pairetto. Storia già nota seguita da Calciopoli 2 del 2010 con le intercettazioni riguardanti i due designatori e Giacinto Facchetti dell'Inter.

 

Oggi il nuovo scandalo, tutto a favore di chi guadagna o ha già straguadagnato per monetizzare ulteriormente sempre e solo a discapito di chi dovrebbe essere il vero motore di questo sport: i tifosi.Sono loro a perderci, quei tifosi che sacrificano molto pur di vedere la propria squadra del cuore, gente che, con un misero mensile e mille guai per la testa, riesce comunque a restare pulito e non perde tempo nel fare sacrifici per una giornata di calcio! Loro che, alla fine, si vedono anche schedati e incolpati del male calcistico, loro che nel tempo sono diventati scudi per l'arricchimento di altri. E se oggi anche un personaggio da sempre dipinto con i colori del bene come Giuseppe Signori finisce per farsi fregare dalla sete di denaro, beh, allora sarebbe davvero giusto smantellare tutto e tornare a casa, sgonfiare il pallone definitivamente e basta, tanto ormai è stato strappato anche l'ultimo divertimento della gente…un'altra volta!

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