SULLE ORME DI MAREK: BEM VINDO JORGINHO!

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Ventotto giugno 2007. Questa data è segnata in rosso sul calendario storico del tifoso del Napoli. Quel giorno di sei anni e mezzo fa il Napoli ufficializzò l’acquisto dell’allora ventenne Marek Hamsik. Molti prevedevano che sarebbe stato un ingaggio azzeccato, pochi sarebbero riusciti a prevedere quanto. Cosa c’entra questa digressione preistorica con il mercato attuale? C’entra eccome. Oggi Aurelio De Laurentiis twitta il suo benvenuto a Jorge Luiz Frello, che di anni ne ha ventidue e non venti. Cambiano i tempi, cambiano i mezzi di comunicazione, ma il fiuto è sempre quello. Cinque milioni per la metà e quattro anni di contratto con ingaggio a crescere da 600 mila euro in su, prezzo da affare per un calciatore che ha dimostrato ancora pochino ma promette bene, anzi benissimo. 

 

È sicuramente uno dei migliori prospetti che ci siano in questo momento in Italia, Jorge Luiz Frello, forse anche più di quanto era Hamsik all’epoca. Nato a Imbituba, in Brasile, il 20 dicembre 1991, ha quindi da poco compiuto 22 anni. Un vero e proprio talentino, insomma, che peraltro è arrivato prestissimo in Italia. Il Verona lo prese a 16 anni per inserirlo nel settore giovanile. Di lui si racconta un aneddoto curioso: pare che l’agente del piccolo Jorge lo foraggiasse inizialmente con una “paghetta” di venti euro a settimana, ingaggio non esattamente da calciatore. Ma il ragazzo è bravo e precoce, il Verona è sicuro di tirarci su un campioncino e lo manda in prestito alla Sambonifacese. È il 2010 e Jorginho a soli 18 anni riesce a prendersi subito il posto da titolare. Un campionato di ottimo livello che convince il Verona a riportarlo subito alla base. Non ha ancora compiuto 20 anni, ma in breve tempo diventa titolare anche a Verona, prendendo in mano il centrocampo e trascinandolo con fosforo e personalità. Poi la magia dello scorso anno, con 42 presenze e 2 reti: insomma un inamovibile, che conduce i suoi fino alla promozione in A. Troppo giovane? Neanche per sogno. Jorginho diventa fin da subito il leader gialloblu, matricola terribile di una matricola terribile che conquista tutti e si proietta a sorpresa in zona Europa League. Prestazioni scintillanti e diversi assist oltre alla bellezza di sette reti, visto che il ragazzo non si spaventa neanche a tirare i rigori contro i portieroni del massimo campionato, altro tratto in comune con l’illustre predecessore. Inevitabile l’occhio lungo delle big, con il Napoli che ha bruciato tutti sul tempo e se l’è assicurato. Con queste premesse le promesse non possono che essere eccellenti. 

 

E così arriva in azzurro l’uomo destinato ad avere in mano le chiavi della mediana per parecchi anni. Storie parallele seppur sfalsate nel tempo, ma qualunque paragone tecnico con il campione slovacco è da prendere assolutamente con le molle. C’è chi lo vede più come vice-Hamsik che come mediano, ma Benitez lo ha voluto per prendere il posto di Inler, ed è questo che farà. Si potrebbero esprimere perplessità sul fatto che sia più tecnico che fisico, possibile problema per una mediana a due, lui che è abituato ormai a giocare a tre centrali, con due mastini a proteggergli le spalle. Siamo comunque pronti a scommettere che un talento così non soffrirà troppo il cambio di modulo, né tanto meno il cambio di città. Ah, occhio anche ai Mondiali: il nuovo acquisto del Napoli è per metà italiano, e Prandelli ci ha già messo gli occhi su. Chissà che in sei mesi il brasiliano non si ritrovi a vestire i due azzurri più importanti d’Italia.

 

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