E se Omar rimanesse…?
Tornato a Napoli dopo i due anni in prestito al Torino, El Kaddouri potrebbe sorprendentemente rimanere in azzurro caratterizzandosi come valida alternativa ai titolari. E Sarri sembra averlo capito …
Non rappresenta il primo caso di giocatore preso dal Napoli, sciupato come uno straccio da cucina e poi spedito altrove a trovare maggior spazio. Anzi, sicuramente (e purtroppo …) non rappresenterà nemmeno l’ultimo di tali casi. Eppure, differentemente da altre circostanze simili, Omar El Kaddouri potrebbe costituire l’eccezione alla regola. Certo, a conferma di quest’ultima occorre ricordare che la permanenza in azzurro del centrocampista belga-marocchino è ancora in forte pericolo. Tuttavia, in questi primi sette giorni di Dimaro, il buon Omar s’è sorprendentemente posto all’attenzione di appassionati e addetti ai lavori. E un’opinione comune è stata condivisa da molti: questo qui a Napoli potrebbe rimanerci per davvero. E per non recitare il ruolo del semplice comprimario. Per quale motivo? Adesso ne parliamo.
METTERSI IN MOSTRA – Il Ciuccio lo prese nell’estate del 2012, reduce dalle performances positive fornite a Brescia. Mai messe in dubbio le sue doti: tecnica fina, buona visione di gioco, propensione all’incursione e al taglio diagonale in fase offensiva, buona resistenza e corsa niente male. Un classico trequartista centrale, all’occorrenza anche adattabile in posizione laterale o addirittura da regista. Tutto bene dunque. Se non fosse che il buon Omar diventa una delle tante vittime delle astruse e incomprensibili gerarchie di Mazzarri. Per il tecnico toscano lui viene dopo gli altri, ergo deve accomodarsi in panchina e aspettare il suo momento. Un momento che arriva quando gli altri, i ‘titolarissimi’, stanno fermi ai box. Un momento che, nella stagione del secondo posto alle spalle di Madama, giunge la miseria di sette volte in campionato, una in Tim Cup nella maledetta serata di Fuorigrotta col Bologna e quattro in Europa League. La voglia di giocare e di non anchilosarsi non dà a Benitez manco il tempo di adocchiarlo in ritiro. Oddio, forse non sarà piaciuto assai neanche a Don Rafé. Fatto sta che il Napoli accetta di darlo al Torino in prestito con riscatto della comproprietà. In granata rimane per due stagioni trovando finalmente il suo spazio vitale grazie a Ventura: settantasei gettoni e nove centri. Il tutto condito da assist sfornati instancabilmente e gesti balistici ammirevoli, tanto da renderlo uno dei più acclamati dalla Curva Maratona. Alla fine della scorsa annata molti a Napoli avranno pensato che la dirigenza azzurra avrebbe consentito ai suoi omologhi del Toro di riscattare nuovamente il prestito dell’intero cartellino. O addirittura di acquistarlo per intero. Invece il club piemontese ha deciso di non avvalersi di tale opzione, sicché El Kaddouri è ritornato alla base. Per essere riceduto in prestito, qualcuno avrà chiosato. O forse per rimanere, mostrando ai tifosi quelle doti a loro ignare, e non certo per colpa sua?
DUE PICCIONI … – L’ipotesi di una permanenza è tutt’altro che peregrina. Abbiamo parlato in precedenza della duttilità dell’interessato. Bene, di tale aspetto sembra essersene accorto lo stesso Sarri. Già di suo il neoallenatore partenopeo sta provando differenti moduli al di là del suo consueto 4-3-1-2, mettendo mano al 4-3-3 e finanche a un 4-1-4-1. In ognuna di queste varianti tattiche El Kaddouri è stato impiegato dal mister con funzioni differenti, come trequartista puro in posizione centrale, oppure da esterno offensivo con compiti di rifinitura se non di finalizzazione. Magari in quest’ultima opzione risulterebbe carente in ripiegamento, non essendo nelle sue corde la capacità d’interdire, il che lo accomuna famigeratamente ad Hamsik. Ma nel primo caso, schierato prettamente dietro alle punte, permetterebbe allo stesso slovacco nonché a Insigne di rifiatare. E, qualora venisse posto in mediana, anche Valdifiori potrebbe prendere congedo ogni tanto. Tutto ciò malgrado Sarri non sia un amante sfegatato del turnover, sebbene c’è da presumere che spesse volte il tecnico tosco-napoletano dovrà farne uso. Peraltro promuovere El Kaddouri come membro di bordo consentirebbe un ulteriore vantaggio: ossia, quello di non dover puntare a tutti i costi sull’acquisto di un altro trequartista. Che verrebbe a essere poi l’ennesimo della rosa. L’unico nome concreto emerso dai transfer rumours è quello di Saponara. Nulla quaestio sull’empolese, tra i migliori elementi del calcio italiano d’oggi. Francamente però potrebbe valere la candela spendere i quindici milioni richiesti dal presidente Corsi, specie quando in squadra c’è già uno in grado di ricoprire quelle veci? Probabilmente no, con tutto il rispetto per Saponara. Inoltre c’è da aggiungere altro. Per esempio le voci, purtroppo non dimostrabili (almeno per ora), circa un vero e proprio veto posto dallo stesso Sarri su una nuova cessione dell’ex bresciano. Oppure circa la volontà, espresso dal giocatore in persona, di voler giocarsi le sue chances nel club in cui ha fatto ritorno. Ci si dovrebbe pensare oltre all’ipotesi? Noi crediamo di no. Fino al recente passato (anzi fino a oggi, vedi il caso Sepe) s’è assunto un atteggiamento alquanto discutibile con elementi andati e venuti dal Golfo, dati via come se piovesse a prescindere dal loro essere validi o scarsi. Ebbene, la conferma di El Kaddouri sarebbe la grande occasione per scalfire tale atteggiamento. Ammesso che Don Aurelio non voglia impelagarsi in operazioni dispendiose e non totalmente sinonimo di garanzia. Sempre con tutto il rispetto per Saponara ….


