Josè Maria Callejon, una certezza che diventa un dubbio

Sono trascorsi 5 anni dall’estate del 2013 e da quella incredibile sessione di mercato che portò ai piedi del Vesuvio Rafa Benitez e – tra gli altri – quel tris di madrileni composto da Gonzalo Higuain, già bomber affermato, Raul Albiol, campione d’Europa e del Mondo in carica, e Josè Maria Callejon.

Callejon giunge a Napoli come innesto meno “rumoroso” rispetto ai compagni delle Merengues, ma riesce immediatamente ad entrare nel cuore dei tifosi partenopei, segnando tre goal nelle prime tre partite, ai danni di Bologna, Chievo e Atalanta. I primi tre di una lunga serie, arrivata oggi a 74 reti complessive.

L’esterno d’attacco dal fisico esile, con le maniche lunghe e i capelli in ordine, da 5 anni a questa parte è un elemento irremovibile negli schemi degli azzurri: tanta corsa, spirito di sacrificio nei momenti di difficoltà della squadra e tempi di inserimento scientifici che costituiscono il suo “marchio di fabbrica” lo hanno reso assolutamente indispensabile. E lo dimostrano i dati. In 5 anni le assenze in Serie A sono soltanto due: a Sassuolo nel 2014 e in casa contro il Genoa nel 2017… entrambe per squalifica!

E’ chiaro che né a Benitez, né tantomeno a Sarri, è mai saltato in mente di accantonare Josè, ma ciò potrebbe non valere nella gestione di Carlo Ancelotti. Le voci di mercato urlano “Milan” e “Chelsea”, l’agente del calciatore non ha chiuso alla cessione, come, al momento, non hanno fatto nemmeno il nuovo tecnico del Napoli e neanche Aurelio De Laurentiis.

Callejon potrebbe dunque davvero lasciare la squadra, complice innanzitutto la clausola di 23 milioni, abbastanza accessibile, senza dubbio un ottimo rapporto qualità/prezzo. Nella politica societaria, i futuri acquisti sono vincolati alla logica del “se non si vende non si compra”, e il nuovo progetto targato Ancelotti prevederà sicuramente nuovi calciatori e, inevitabilmente, alcune cessioni.

Ma non è solo una questione di soldi. Dietro l’eventuale partenza del numero 7 ci sarebbe una fondamentale questione tattica. Il 31enne spagnolo ha grandi qualità, ma è “specializzato” in un certo tipo di gioco altamente efficiente negli schemi dei precedenti mister. Come si comporterebbe Josè in nuovi movimenti di squadra che non comprendano il cross sul secondo palo, ma che gli richiedano magari di rientrare verso l’area (col piede sbagliato) o di saltare sistematicamente l’uomo per crossare di destro? In quest’ottica ha senso l’acquisto di Simone Verdi, ambidestro e più completo dello spagnolo, e potrebbe acquistare senso anche il congedo con onore dell’onnipresente e imprescindibile Callejon.

Andrea Mallardo

Studente di scienze politiche, iscritto alla associazione italiana arbitri. Segue il Napoli con passione e oggettività. Ha come diversivi il viaggio e lo scrivere. È alla sua prima esperienza come giornalista sportivo

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