Rendimento in trasferta negativo, solo questione di mentalità?

ACCUSA(PM LUIGI GIORDANO): Il Napoli ha disputato tre gare in casa con tre vittorie mentre contro Pescara, Palermo, Genoa ed Atalanta ha conquistato appena una vittoria, due pareggi sofferti e la sconfitta vergognosa contro i ragazzini dell’Atalanta. Onestamente difficile capire perché gli azzurri contro avversari tecnicamente inferiori abbiano fatto cosi male. Sarri allude che su questi campi il terreno di gioco non è buono per il gioco del Napoli. Ma ci chiediamo come mai su questi campi le altre squadre hanno vinto? Sarri racconta bugie, probabilmente è una questione di mentalità che l’allenatore non riesce a trasmettere ai calciatori. La verità che sia a Pescara che a Bergamo Sarri ha sbagliato la formazione da mandare in campo e lui da grande presuntuoso non ha ammesso le sue colpe. Salvo la gara di Palermo, il Napoli ha sofferto il ritmo del Pescara nel primo tempo, del Genoa nel finale di gara ed anche ieri l’Atalanta per tutta la gara, queste cose non sono accadute nelle gare casalinghe, Sarri deve darci delle spiegazioni valide, non accampare le scuse del terreno di gioco.

DIFESA(AVV. ANTONIO LEMBO): Il rendimento esterno degli azzurri va giudicato al momento a prescindere dai risultati e puntare il dito su Sarri, specie dopo la figuraccia di Bergamo, è forse troppo facile. Non fa certo bene all’ambiente trovare sempre e solo un capro espiatorio ma sarebbe più importante fermarsi e capire i reali motivi di certe prestazioni. Se il calcio fosse una scienza esatta allora le classifiche si farebbero ad inizio stagione e non ci sarebbe neanche bisogno di giocare.  Anche a Palermo, unica gara vittoriosa esterna, oltre a quella di Kiev in Champions (non dimentichiamola!), la squadra di Sarri ha faticato non poco nonostante il punteggio maturato con un fulmineo avvio di ripresa.  Stesso approccio che gli aveva permesso di rimediare al punteggio di Pescara ma che non è servito a Genova dove nei minuti finali si è anche rischiato di perdere. Appellarsi al campo pessimo fa venire in mente le parole di Guardiola che disse lo stesso di San siro dopo aver perso contro il Milan di Allegri nel 2012. Certo il campo vale per tutti ma una squadra che fa del palleggio e del fraseggio il suo credo soffre su questo tipo di terreni. Ma eliminiamo l’alibi del campo e osserviamo una cosa: La squadra ha avuto un atteggiamento forse troppo supponente dettato certamente da energie nervose che hanno scaricato gli azzurri dopo la bella gara contro il Benfica di cui tutti, Sarri compreso, ne sono stati gli artefici e ricevuto lodi. La squadra a Bergamo, indipendentemente dagli interpreti, era vuota a chiusura di un ciclo di 7 gare, di cui due di Champions, che la vedono con un piede negli ottavi e con sempre il secondo posto in classifica in Campionato. E’ vero, manca la “mentalità” ma non solo al Napoli, a tutto l’ambiente azzurro (tifosi e addetti ai lavori inclusi) che passa dalle stelle alle stalle in tre giorni, senza equilibrio che è la base di un ciclo vincente.

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