Insigne è adatto ad Ancelotti?

 

ACCUSA(PM. LUIGI GIORDANO)
Può sembrare un paradosso ma Lorenzo Insigne è diventato un problema per il Napoli di Ancelotti. Già in Sampdoria- Napoli il primo attrito con Ancelotti, sostituito dopo quarantacinque minuti dopo che il frattese lo aveva mandato a quel paese sia a lui che a Verdi per delle giocate sbagliate. Ii cambio modulo sembrava averlo rigenerato con lo schieramento da seconda punta. Si è sfruttato l’effetto sorpresa, si è avvicinato alla porta ed arrivavano anche i gol. Ma nel girone di ritorno ecco l’involuzione, dopo Liverpool smette di giocare e comincia solo a polemizzare. Il Napoli diventa sempre piu ancelottiano, fa sempre di più un calcio verticale, un calcio diretto con due- tre azioni per la punta e fa sempre di meno il calcio di possesso e dei triangoli rovesciati di Sarri. Insigne si perde completamente, viene fischiato dal pubblico, sbaglia un calcio di rigore con la Juve e soprattutto gioca male litigando con compagni, allenatore e pubblico. Addirittura resta anche fuori per scelta tecnica in gare importanti come contro il Salisburgo. La squadra senza di lui e con la coppia Mertens- Milik sembra pià equilibrata e vince diverse partite in goleada. E’ probabile che il suo modo di giocare non si confà troppo al modo di giocare imposto da Ancelotti, lui nel tenere troppo il pallone finisce per rallentare la manovra della squadra e condiziona anche i compagni di squadra. Visto che Milik è l’unico centravanti della squadra, lui come partner non va bene, non riescono proprio a dialogare come accadeva con Mertens nel diverso gioco sarriano. Sarà poi che con la testa non è piò tranquillo, non gli riescono nemmeno le giocate tecniche più banali che di solito lui non sbagliava. Rallentare la manovra con i suoi inutili tiri a giro è delittuoso. Come seconda punta ha fallito, lui può giocare solo sull’esterno ma nel 433 che il Napoli non farà più. Che futuro può avere in un 442 facendo l’esterno di centrocampo? Non ha nemmeno il fisico per fare quello che fa Callejon. Meglio per tutti che vada via.

DIFESA(AVV.ANTONIO LEMBO)
Sentire che il Napoli possa fare a meno di Lorenzo Insigne è davvero esagerato per non usare frasi più colorite. Ad inizio stagione l’avvento di Ancelotti lo ha responsabilizzato ancora di più in fase offensiva dove il tecnico azzurro ha cercato di lasciare il più libero possibile il suo talento. L’episodio di Genova con la Sampdoria, che è stato citato, ha aiutato Insigne a capire meglio cosa volesse il suo tecnico da lui e nel passaggio al 4-4-2 ha trovato sia il gol (come dimenticare le reti in Champions a PSG e Liverpool) che anche gli assist. L’involuzione di Insigne è arrivata dopo uno specifico episodio, l’addio di Marek Hamsik. Quella fascia di capitano lo ha riempito forse di una responsabilità troppo grande soprattutto in un momento della stagione in cui le motivazioni della squadra erano quasi azzerate per effetto del distacco abissale dalla Juve, sia per il calo fisico di molti azzurri che poi hanno portato all’eliminazione con l’Arsenal in EUL. Insigne voleva molto di più da se stesso e ha cercato forse di “crescere” da Capitano in pochi giorni. Il Napoli e anche Ancelotti non possono fare a meno del suo talento. Non esiste solo il 4-3-3 di Sarri per esaltarlo. Ancelotti proverà qualcosa in più del 4-4-2 il prossimo anno e sia da esterno che dietro la punta, magari in quel 4-2-3-1 o 4-3-2-1 che Ancelotti vuole proporre, Insigne potrà fare molto bene come al solito sfruttando il suo talento. Il calcio verticale o orizzontale che sia, ha bisongo sempre della qualità e il Napoli non può commettere l’errore di rinunciare alla qualità in attacco e quindi a Lorenzo Insigne. Forse quello che la società dovrebbe fare di comune accordo con il numero 24 azzurro è togliergli la zavorra sul braccio data dalla fascia di Capitano. Non serve una fascia per essere leader e questo Lorenzo deve capirlo per il bene suo e del Napoli. Il fine comune è quello di portare il Napoli a vincere qualcosa il prossimo anno e Insigne può essere ancora tra i protagonisti delle prossime vittorie azzurre.

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