NAPOLI – INTER: DI “SPECIAL” CI SARA’ SOLO MOURINHO

Storia vecchia, lontana, superata, finita in archivio nel modo peggiore fra ricordi e rimorsi per quello che è stato e quello che poteva essere. San Siro elogiava il suo uomo speciale e Napoli coccolava quello normale. Troppo normale, perché come tranquillamente accade a chi è normale l’errore lo paghi caro.Reja guarderà da lontano la sfida, accarezzerà la foto di quando stringeva la mano del concreto Mourinho pensando che adesso, a stringergli la mano, sarà Donadoni, successore senza vento e senza remi.Napoli e Inter avranno comunque un motivo per onorare una classica del calcio italiano: motivo sentimentale e orgoglio quello azzurro con il dovere assoluto di rispettare quei sessantamila partenopei che riempiranno lo stadio San Paolo, poco importa se molti lo faranno per vedere da vicino un certo Zlatan Ibrahimovic. Più concreto l’obiettivo neroazzurro: lo Scudetto è poco distante e va conquistato senza mezzi termini per lavare lo scotto delle due eliminazioni infrasettimanali tra Champions e Coppa Italia. Josè Mourinho, tra l’altro, ha una sfida personale da vincere: conquistare il campionato con più di sei punti di vantaggio, solo così potrà fare la voce grossa su chi ancora parla di Roberto Mancini. Inter ai piedi del Vesuvio senza Maicon, Jimenez, Mancini, Rivas e Vieira infortunati, quest’ultimo per una distorsione al ginocchio procurata nel match contro la Sampdoria. Solito 4-3-1-2 ricco di spessore: Julio Cesar (12) tra i pali; difesa composta dal giovane Santon (39), Cordoba (2), Samuel (25) e Chivu (26); tris di centrocampo con Zanetti (4), Cambiasso (19) e Muntari (20); Stankovic (5) alle spalle di Balotelli (45) e Ibrahimovic (8)Ballottaggi: Stankovic 80% – Figo 20%; Balotelli 80% – Obinna 20%

Inutile spendere aggettivi a favore della qualità interista. E’ bene, comunque, ricordare la pericolosità nei movimenti di Santon, pronto a spingere sull’esterno sorretto da Zanetti, così come i vari movimenti di Stankovic e Balotelli: il serbo spesso si sposterà verso sinistra con il giovane Mario a destra formando una sorta di 4-3-3. Occhio ai calci da fermo e alle palle alte. Unico buco potrebbe nascere da Muntari spesso indisciplinato tatticamente e con la caparbietà di lasciare enormi vuoti sulla sua zona di competenza.

Donadoni ormai non sa più a che santo votarsi. Perso anche il nomignolo di “Mister X”, che magari di questi tempi non era poi così abbietto, cerca la vittoria in una sorta di Derby personale, lui dal grande passato milanista. Emergenza totale per la difesa: out Cannavaro per squalifica, Rinaudo bloccato dalla lombalgia, Santacroce fermo per una distorsione alla caviglia e Vitale alle prese con una contrattura. Senza dimenticare i vari Maggio, Gargano e Iezzo. Grava, nonostante l’attacco influenzale, dovrebbe recuperare o quanto meno stringere i denti vista la totale assenza di ricambi. 3-5-2 molto incerottato: Navarro (30) dovrebbe riprendere il posto tra i pali; Grava (2), Contini (96) e Aronica (6) in difesa; Mannini (77), Pazienza (5), Blasi (8), Hamsik (17) e Montervino (4) a centrocampo; Lavezzi (7) e Denis (9) di punta. Ballottaggi: Grava 70% – Datolo 30%; Denis 75% – Zalayeta 25%

Difficile parlare del Napoli in queste condizioni. Possibile vedere un netto cambiamento in un 4-4-2 con Montervino e Mannini retrocessi in difesa lasciando spazio a Datolo da esterno sinistro. Possibile anche che lo stesso argentino parta titolare in luogo di Pazienza, non brillante soprattutto nelle ultime uscite. Grande occasione per Denis esordio da titolare nell’era Donadoni.

Translate »