Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Genoa dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto

Approccio ancora una volta negativo: è incredibile che il Napoli, negli ultimi mesi, al San Paolo entri in campo quasi svogliato, o forse privo di certezze.

Bertolacci- L’ex Milan sfiora la rete con una conclusione dalla distanza che sfiora il palo: sfortunato, ma va benissimo così!

Calo fisico evidenziato fin dai primi frangenti del match: la sosta arriva nel momento ideale; ricaricare le pile e tentare di realizzare l’impresa.

Due i punti di distanza dalla corazzata per eccellenza che è incappata in una serata no. Vincere era davvero l’unica cosa che contasse.

Ettari di terreno bruciati da Mario Rui: un soldatino che ci mette sempre il cuore in ogni circostanza. Particolarmente propositivo negli scambi con i compagni di reparto, Zielinski ed Insigne.

Farraginoso e lenta la manovra del Napoli, soffrendo oltremodo un avversario che effettua un pressing a tutto campo, tenendo allo stesso bene le distanze tra i reparti.

Guizzi sporadici contro una difesa arcigna ed un palo che grida ancora vendetta: non è il miglior Mertens, ma fortunatamente quando non segna lui, spesso ci pensano altri.

Hamsik- Nota più stonata della serata: problema muscolare per il capitano che è costretto a dare forfait dopo pochi minuti. Zielinski lo fa un po’ rimpiangere, soprattutto nella fase di non possesso.

Impegnato soltanto in qualche uscita insidiosa: Pepe Reina si fa trovare pronto, dai suoi piedi nascono tutte le azioni del Napoli.

Lanci lunghi del tutto controproducenti, effettuati senza alcun effettivo in area di rigore. A tratti brutti da vedere, ma contanti soltanto i tre punti!

Momento di leggero appannamento anche per Kalidou Koulibaly, che si lascia superare troppo agevolmente da Lazovic sbagliando anche qualche passaggio di troppo.

Numerosi errori commessi nella propria metà campo, sintomo di eccessiva frenesia in una gara particolarmente complicata.

Ottima la preparazione al match da parte degli uomini di Ballardini: annullato l’abissale gap tecnico con un’organizzazione tattica pressoché perfetta.

Pandev- L’ex di turno stavolta non ha il dente avvelenato: svolge un discreto lavoro per ciò che concerne le sponde e le aperture per i due esterni di centrocampo. Applausi per lui all’uscita dal campo.

Quarantatre punti di differenza tra Napoli e Genoa: eppure ieri sera la classifica è apparsa più che bugiarda, con una squadra che di questo passo conquisterà tranquillamente la salvezza.

Rossi e Milik- Destini incrociati tra i due, che si ritrovano insieme in campo dopo mesi di sofferenza, lontani dal loro habitat naturale.

Sarri- Anche il mister ha una voglia matta di vincere: servirà un’atteggiamento da leoni per i prossimi due mesi: soltanto così si potrebbe arrivare fino al ‘Palazzo’.

Talento infinito che meriterebbe tutt’altri palcoscenici: Diego Laxalt, fantasia e grande gamba, chissà magari potrebbe fare al caso del Napoli…

Una sola rete: vittoria in stile Juventus, l’importante è uscire dal terreno di gioco sempre vincitori, non necessariamente belli.

Valoroso, solito leader maximo della retroguardia: Raul Albiol rende tutti più sereni e fiduciosi durante questi quattordici giorni di pausa.

Zielinski- Da lui ci si aspetta sempre qualcosa in più, si mette in mostra per qualche guizzo, tuttavia uno del suo calibro non può limitarsi al compitino.

 

 

 

 

 

 

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