Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Torino dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri pomeriggio con il classico gioco dell’alfabeto

Appannati sia mentalmente che fisicamente. Il Napoli ormai ha gettato la spugna: non resta che voltare pagina e pensare alla prossima stagione.

Burdisso- Ci pensa lui a rompere il digiuno di reti di Dries Mertens. Cuore d’oro per l’ex Inter, regalo di compleanno ideale per il belga.

Cinico il Torino, che di fatto trova il bersaglio grosso in due occasioni su due sfruttando le amnesie difensive dei partenopei.

Differenza reti abissale tra Juventus e Napoli. È l’unico fattore che non permette la chiusura anticipata del campionato ma anche l’aritmetica in questo caso sembra essere sconfitta.

Elogi che stavolta spettano esclusivamente ad un pubblico indescrivibile che ha incitato i propri beniamini, sognando insieme a loro domenica dopo domenica.

Finale di stagione che, seppur scontato, va onorato e giocato al massimo per non decretare un divario eccessivo e bugiardo dalla capolista bianconera.

Gestione del possesso positiva anche se a tratti macchinosa nel primo tempo, pessima invece nella ripresa quando le gambe non rispondono più agli impulsi nervosi.

Hysaj- Responsabile in occasione del primo gol del Toro, non dà un grosso sostegno ai compagni di “catena” nella circolazione della manovra.

Imbecca perfettamente prima Baselli poi De Silvestri con due assist di pregevole fattura: prestazione da incorniciare per Adem Ljajic.

Libidine che fa parte soltanto del passato. Del bel gioco, tanto agognato, non c’è più alcuna traccia. Calata la condizione il Napoli non riesce a trovare soluzioni alternative.

Mertens- Si sblocca dopo un’astinenza durata poco più di due mesi. Al di là della rete, piuttosto casuale, non riesce a creare grossi grattacapi alla retroguardia granata.

Nessuna variante tattica adoperata da Maurizio Sarri quando la squadra non era più in grado di gestire efficacemente il possesso. Purtroppo bisogna ammettere che quest’integralismo è stato un limite del triennio sarriano.

Ottantasette punti da raggiungere per dare una magra consolazione al tecnico di Figline, ottenendo il record di punti. Manca una vittoria per raggiungere l’obiettivo che resterà soltanto nelle statistiche ma non nell’albo.

Perse numerose occasioni per restare agganciati alla Juventus: Chievo, Sassuolo, Torino, Fiorentina, squadre di medio-bassa classifica contro cui il Napoli doveva necessariamente vincere per fare l’impresa.

Quattro minuti per Adam Ounas che si rivede in campo dopo mesi di panchina. Qualche buona progressione per dimostrare di essere all’altezza del collettivo.

Reina- Immobile in occasione del 2-2, reo di non essere uscito con i tempi giusti. Ancora un’incertezza di troppo in una stagione da alti e bassi.

Stagione che si conclude senza alcun trofeo: poteva essere l’anno giusto per valorizzare il lavoro di questo gruppo, peccato.

Torna al San Paolo Walter Mazzarri, tecnico che con un organico limitato riuscì a trionfare contro la Juve dei record in Coppa Italia. Applausi meritati.

Ultime due partite, forse, per Sarri sulla panchina azzurra. Se non ci sono più stimoli è giusto abbandonare la barca, in un momento in cui si è creato il connubio perfetto con il popolo di fede partenopea.

Vittoria che avrebbe quantomeno prolungato il verdetto finale. Il Napoli ha staccato la spina e ora dovrà affrontare le due ultime “amichevoli” prima del “rompete le righe”.

Zielinski- Delude ancora le aspettative, inserito dal primo minuto. Lascia il campo ad Hamsik, che riesce a togliersi la soddisfazione dei cento sigilli in campionato.

 

 

 

 

 

 

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