LO ZIBALDONE AZZURRO: NAPOLI-EMPOLI DALLA A ALLA Z!

Tutto (o quasi) quello che è successo dalla conferenza pre-gara al post-partita lettera per lettera.

Arrabbiato, più di tutti, così si è definito Benitez in sala stampa; la barca azzurra fa acqua da tutte le parti, e il capitano si scaglia contro la sua ciurma.

Bello, il “Ciro Vive” dei tifosi dell’Empoli giunti al San Paolo : il calcio che unisce, il calcio che piace.

Callejon, quello che stiamo ammirando dal rientro dalla sosta è lontano parente del killer spietato di inizio stagione; sbaglia il tiro in diagonale sul secondo palo, per intenderci..

De Guzman, nemmeno il tempo di entrare, e al primo pallone giocato si fa trovare nel posto giusto al momento giusto per mettere dentro l’ennesimo gol della provvidenza di questa stagione (sono già 6, le reti).

Estasi, se al 95’ Sepe (è di proprietà del Napoli questo ragazzo) non avesse compiuto il miracolo che avrebbe consegnato agli azzurri una vittoria rocambolesca quanto immeritata.

Fischi, per tutti, senza salvare nessuno; il San Paolo non resiste ed esplode di rabbia per una prestazione a dir poco allucinante.

Gol, quelli subiti in casa sono già 12, peggio ha fatto solo il fanalino di coda Parma: alla ricerca dell’equilibrio.

Hamsik.. niente da dire. Basta ascoltare la reazione del San Paolo alla sua sostituzione, capirete tutto.

Insicurezza, è la sensazione, lampante come il solo in un giorno di piena estate, che trasmette Rafael in ogni situazione che lo vede coinvolto; questo ragazzo sta diventando un caso.. già, forse sarebbe il caso, di farlo riposare.

Limiti, dei singoli, della rosa, dell’ambiente; “devono imparare a farlo”, la frase dal sapore della disperazione di Benitez lascia poco spazio all’immaginazione.

Maggio, tante volte criticato, contro l’Empoli mette in campo cuore e corsa, sgroppando a più riprese sulla destra, oltre a mettere al centro l’assist per il 2-2 finale di De Guzman.

Necessità, di intervenire sul mercato che si apre tra meno di un mese; Gabbiadini è utile, ma l’indispensabile va fatto guardando più indietro.

Orribile, la prova dei due mediani, Lopez e Jorginho; sbagliano tutto quello che si può sbagliare e vanno in balia degli ospiti, rendendo il centrocampo un reparto fantasma.

Presidente, fa su e giù tra tribuna e spogliatoi, nell’intervallo e a fine partita; presente, ma ancora silente, come capita da qualche mese a questa parte.

Quarti, scavalcati dal grifone, dopo tre pareggi consecutivi, e la sensazione che le spaventose prestazioni di forza contro Roma e Fiorentina appartengano ad un passato che in realtà poi tanto passato non è.

Rafa, incazzato più che mai dopo i due gol subiti, rianima la squadra, ancora una volta, con gli ingressi dalla panchina di Higuain e De Guzman, ma per più di un’ora il suo Napoli sembra completamente in bambola al cospetto dell’Empoli.

Sarri, imbriglia Benitez con un pressing asfissiante e le giocate tra le linee di Verdi, sfruttando i limiti del Napoli (anche su palla inattiva) e facendo un figurone al San Paolo.

Tre, i pareggi casalinghi, in sette partite. Da fortino a terra di conquista : Fuorigrotta saccheggiata.

Unità, continua ad invocarla a gran voce Benitez, ritenendola la chiave per uscire dai momenti complicati; ecco, si iniziasse sul campo, cortesemente!

Verdi, si, ce li ha fatti vedere proprio così i sorci questo ragazzo; trequartista dotato di tecnica e senso della posizione, si prende la scena di Napoli-Empoli con una prestazione sensazionale. Ah, ha 22 anni, ma questo è un dettaglio.

Zapata, a volte sembra che quella massa di muscoli faccia fatica a girare tutta insieme; non sempre bello da vedere, ci mette però impegno e dedizione, e segna il suo terzo gol in stagione con una frustata da bomber di razza.

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