Esclusiva Pianetanapoli. Montella plana sul Napoli

Contatto tra il ds Giuntoli e l’ex aeroplanino. Sarri rischia e Adl riflette

Si sono sentiti, secondo voci di corridoio addirittura incontrati durante i caldi giorni di fine calciomercato. Ma quello tra Cristiano Giuntoli e Vincenzo Montella non è stato un semplice flirt di fine estate, piuttosto un’attrazione fatale, soprattutto per l’attuale tecnico del Napoli Maurizio Sarri.
Dopo il burrascoso divorzio dalla Fiorentina l’aeroplanino attende posteggiato nell’hangar, desideroso di tirare la cloche e planare sui tormentati cieli partenopei. La barra tra le mani del mister ex Empoli non è così salda o forse, a dire il vero, non lo è mai stata. Scommessa di Adl dopo il no di Emery, Sarri non è entrato in sintonia con  il nuovo direttore sportivo, abituato, nella scalata trionfale di Carpi, a scegliersi da solo allenatori e piste di mercato da battere. A Napoli non è stato così.
Giuntoli si è ritrovato Sarri, voluto dal presidente in persona, e ha dovuto farselo andare bene. O almeno ci ha provato. Ma i primi scricchiolii sono arrivati già sulle trattative di mercato. A cominciare dalla scelta del trequartista. Il tecnico toscano ha spinto con tutti i mezzi per riavere il pupillo Saponara, giudicato non più tardi di qualche giorno fa un fuoriclasse, mentre il nuovo ds proponeva invano l’argentino del Genoa Perotti. Stesse dinamiche hanno riguardato il tanto contestato reparto arretrato con Giuntoli a trattare, e infine imporre, il rumeno Chiriches nonostante i dubbi del tecnico che avrebbe preferito un centrale italiano, magari dal suo collaudato Empoli. “Non lo conosco ma mi fido” la risposta, di mazzarriana memoria, offerta da Sarri alla stampa.
I primi sintomi, insomma, di un rapporto che non sarebbe decollato, al di là dei risultati poco entusiasmanti arrivati in questo scorcio iniziale di stagione. Sarri non è l’allenatore di Giuntoli e probabilmente non lo sarà mai.  Uno come lui, che ha plasmato negli anni il miracolo Carpi, ha bisogno di affondare le mani nel progetto e costruirlo a sua immagine e somiglianza.
Per questo ha già preso contatti con Vincenzo Montella. Il profilo considerato idoneo, più di Sarri, per gettare le basi del nuovo Napoli post Benitez. Ma prima che l’aeroplanino possa solcare i cieli tempestosi del golfo occorrerà risolvere il contratto con la Fiorentina. E non sarà cosa da poco. L’ex tecnico viola, licenziato a giugno, è vincolato da un contratto di due anni alla società dei Della Valle e, soprattutto, da una clausola rescissoria (ancora in vigore) da cinque milioni di euro. Una cifra che il Napoli ovviamente non intende scucire. Ma non è solo questo, al momento, a frenare l’atterraggio di Montella a Castel Volturno. De Laurentiis sembra essere in una posizione di attesa e di riflessione. Vorrebbe concedere altro tempo al mister visto che è stata una sua personale scommessa. Mandarlo via, dopo appena una manciata di giornate, significherebbe ammettere il proprio errore. E ad Adl, si sa, non piace affatto salire sul banco degli imputati.
Intanto i risultati latitano e  i lamenti di una parte della piazza napoletana da semplice brusio si stanno trasformando in contestazione vera e propria. Brutto affare per la dirigenza partenopea che, dopo il tour de force del prossimo mese, dovrebbe comunque avere un quadro certamente più chiaro.
Nel frattempo però l’ambiente Napoli somiglia sempre più ad una famiglia sull’orlo di una crisi di nervi. Se la tifoseria borbotta De Laurentiis riflette, Sarri annaspa e Giuntoli strizza l’occhiolino a Montella, pronto ad aprire il carrello per atterrare sui verdi prati di Castel Volturno.
Mario Fortunato

 

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