IL PEPE NELLA PORTA

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A costo zero, con pochi riflettori puntati e con tanti dubbi manifestati. Un ingresso in punta di piedi, quasi in sordina. La seconda scelta, dopo i problemi riscontrati con Julio Cesar. Il blitz di Bigon, il prestito strappato al Liverpool e l'approdo ai piedi del Vesuvio. La storia recente di Pepe Reina, un passato glorioso e un futuro incerto, ancora tutto da decifrare. Il richiamo del mentore, Rafa Benitez, e la voglia matta di ritrovare fiducia proprio a Napoli, in una piazza, calcisticamente parlando, in costante ascesa. Il palcoscenico della Champions, la possibilità di lottare per il titolo in Italia. Scelta felice, indovinata. Per lui, istrionico dentro e fuori dal campo, non poteva palesarsi opportunità migliore. Il feeling con la piazza è stato spontaneo, praticamente naturale. Incidono certamente le prestazioni, ma una buona fetta di popolarità va ascritta al brio, alla simpatia che inevitabilmente riscuote grazie ad un comportamento sui generis. Esultanze plateali, inviti costanti all'incitamento, l'altra faccia, altrettanto apprezzabile, di un portiere che cresce giornata dopo giornata. La sua interpretazione del ruolo è positiva da un punto di vista mentale oltre che tecnico. Conferisce sicurezza, non si lascia mai prendere da quell'ansia e da quel nervosismo che spesso hanno accompagnato le prestazioni del suo predecessore. Calma olimpica, buona lettura dello sviluppo del gioco, spesso acceso proprio dall'estremo difensore spagnolo, dimostratosi abilissimo anche con il pallone tra i piedi. Puntuale nelle uscite alte, anche nei momenti più delicati della partita. Interventi che consentono all'intero reparto di vivere il match con maggiore serenità, consapevole di poter contare su un calciatore di livello assoluto. Ben voluto dai tifosi, punto di riferimento per il neonato gruppo azzurro. La sua esperienza per cementare il gruppo e per facilitare il compito di Benitez, un contributo che dunque si spinge oltre il rettangolo verde. Un acquisto azzeccato, nonostante le iniziali perplessità. A Napoli fino a giugno, poi chissà. In estate dovrebbe tornare alla casa madre, considerando che i partenopei non hanno alcun diritto di riscatto. Non sono preclusi, chiaramente, possibili accordi futuri ma per ora il discorso non è stato ancora affrontato. Intanto alle sue spalle lavora il brasiliano Rafael, pronto ad accaparrarsi i guantoni della porta azzurra a partire dalla prossima stagione. Il futuro è dalla sua parte ma per ora i sette metri hanno un solo proprietario, Pepe Reina.

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