NON CHIAMATELO BA!

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Accadde giusto un paio di anni fa. Il Milan, che di baracconate sicuramente se ne intende, ingaggiò Ibrahim Ba con l’insolito ruolo di “portafortuna”. Il platinato francese era stato un flop con la maglia rossonera addosso, eppure Galliani si convinse che portasse bene e lo aggregò alla rosa, convinto che quando c’era Ba a San Siro il Milan vinceva sempre. Storia di un calciatore che ebbe più successo in tribuna che in campo, potenza delle superstizioni che solo i ricchi bizzosi possono permettersi di avere.

Ad un occhio superficiale il ritorno di Cristiano Lucarelli a Napoli potrebbe avere la parvenza di una nuova “operazione Ba”, invece non è proprio così. Lo scorso anno il centravanti, complice anche un infortunio, ha giocato solo qualche spicciolo di gara in azzurro, e adesso alla soglia dei 36 anni era rimasto praticamente a spasso. Ma ecco la sorpresa, col presidente De Laurentiis che annuncia di aver “ricomprato” Lucarelli e il calciatore che dichiara di aver “firmato in bianco” pur di riabbracciare il suo mentore Mazzarri e il tifo partenopeo. Niente paura, il Napoli un altro vice-Cavani lo comprerà e l’attaccante livornese giocherà ancor più raramente dell’anno scorso, a prescindere dalla salute. Ma lungi dall’essere un’operazione folkloristica, la presenza di Cristiano potrebbe apportare dei benefici alla causa partenopea. Precorrendo i tempi come spesso gli capita, De Laurentiis e Mazzarri hanno in mente di rendere Lucarelli una sorta di team manager di campo, un collante fra gli amici/compagni e l’amico/allenatore, uno che possa vestire un ruolo istituzionale senza svestire i calzoncini da gioco, tralasciando quella giacca di ordinanza che Lucarelli spera di non indossare ancora per un po’, visto che a livello emotivo si sente ancora un calciatore. Solo lui poteva essere una così perfetta mediazione fra tutte le entità che formano il gruppo azzurro. Uomo spogliatoio a tutto tondo, i buoni rapporti col presidente serviranno anche per renderlo una sorta di rappresentante della squadra nei colloqui con il capo, col risultato che anche la rosa si sentirà più tutelata nelle battaglie “sindacali”. Un preludio ad un ruolo dirigenziale senza doversi ancora ritirare dal calcio giocato: proprio la sfida che Lucarelli stava cercando, ovvio che abbia accettato con entusiasmo.

A conti fatti si può dire che De Laurentiis abbia messo a segno anche un bel colpo extra-agonistico, oltre a quelli che potrà schierare in campo a settembre. Dovrà solo fare attenzione a non fare lo… Spinelli, visto che Lucarelli ha dimostrato più volte che non si fa passare la mosca al naso e sa rispondere a tono quando qualcosa non gli va a genio: perciò il presidente dovrà stare attento a non trasformare un’ottima intuizione in un pericoloso boomerang. In ogni caso si tratta di una scelta di spessore, conoscendo le qualità umane di Cristiano il suo ritorno in questa veste non potrà che fare il bene della squadra. Sarà anche un’esperienza utile per un futuro che a quasi trentasei anni diventa sempre più prossimo. L’augurio, per lui ma anche per noi, è che quel futuro possa essere ancora a Napoli, magari con qualche altra mansione originale ma sicuramente tutt’altro che “gallianista”.

 

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