IL NAPOLI FESTEGGIA IL SUO CAPODANNO E VIOLA IL TABU DEL BARBERA
Ci sono tanti modi per iniziare un nuovo anno, e bisogna dare atto agli azzurri di aver scelto il migliore in assoluto. Perché andare a casa del Palermo e vincere così, con una prestazione “tranquilla”, da grande squadra che va in casa della provinciale di turno e impone il proprio gioco, è davvero il modo migliore per scartare il pacco di questo 2012 a tinte azzurre. Il “Barbera” è uno degli ultimi tabu caduti sotto i colpi degli azzurri, che dopo quattro due a uno consecutivi riescono finalmente ad aver ragione della maledizione dello stadio siculo, quarantatre anni dopo l’ultima vittoria e dieci anni tondi dopo l’ultimo risultato positivo (un pareggio nella serie cadetta 2001/2002). L’assenza di Lavezzi pesa poco, perché gli azzurri capiscono subito come mettere sotto lo sconclusionato primo Palermo casalingo della versione by Mutti: difesa compatta, Inler e Gargano a macinare chilometri, Maggio e Dossena a sovrapporsi di continuo ed un tridente che scambiandosi posizione fa venire l’emicrania alla fragile difesa palermitana. Il gol di Pandev, cinque minuti dopo la mezz’ora, è la conseguenza naturale dell’intelligente partita azzurra: la corsa di Gargano premia il macedone, freddo come al solito quando si tratta di freddare il portiere avversario guardandolo occhi negli occhi. La ripresa è giocata solo per dare a Cavani (splendido il tiro a giro che ha annichilito Benussi) prima ed Hamsik poi la possibilità di aggiornare il loro score, che sale a dieci per il primo e a sei per il secondo, e per suggellare la terza vittoria in trasferta del campionato azzurro. Certo, il Palermo di questa sera era poca cosa, ma un Napoli così, in grado di avere ragione anche degli avversari più poveri è la news più dolce di questo 2012. La classifica torna a prendere colore, ma ad infondere fiducia è la prestazione fornita dagli azzurri, finalmente cinici, esaltati nelle proprie migliori caratteristiche di velocità e ripartenza e in grado di punire il Palermo ad ogni occasione concessa. Da sottolineare la buona prova di Gargano, polmone d’acciaio, e del tridente, splendidi arpioni di un ottovolante che sa girare veloce in campo come nel tabellino marcatori. Azzurri da sufficienza anche in difesa, il gran tallone d’Achille azzurri a fine 2011: il gol finale di Miccoli sporca solo un po’ una prestazione continua in concentrazione e attenzione, finalmente all’altezza di un attacco che gira a mille (secondo del campionato dietro solo al Milan) e che fa ben sperare per questa rincorsa in campionato. Ora sotto col Cesena in Coppitalia (obiettivo da non trascurare, perché vincere qualcosa farebbe molto felici i tifosi azzurri) e con la non proibitiva gara casalinga col Bologna, ultima in casa dell’andata, girone da concludersi poi con la trasferta a Siena. Le sensazioni sono positive, il percorso a breve termine non è impossibile, e se chi ben incomincia è davvero a metà dell’opera, il 2012 potrebbe saper essere un bellissimo quanto gradito replay dell’anno appena trascorso.
