QUI NAPOLI: LO STRANO CASO DI DOTTOR JEKYLL E MISTER HYDE

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“Noi vogliamo vincere" E’ questo lo striscione comparso al San Paolo per la sfida di Coppa Italia contro l’Inter. Comparso e rimasto lì, dal primo all’ultimo minuto, a voler ben ricordare che Napoli non è ne vuole essere l’eterna sorpresa, la piazza delle meraviglie che ad anni alterni si affaccia tra le primissime della classe, senza però piazzare le tende al vertice. “Noi vogliamo vincere”, e guardando gli azzurri giocare con le grandi ci si chiede perché, infondo, non debba essere così. Ma se partite come quella contro i nerazzurri rigonfiano il petto di un’ambiente che ancora non accetta il doppio ruolo di dottor Jekyll e mister Hyde, allo stesso tempo fanno aumentare il rammarico per una sorta di metamorfosi “romanzesca” che quest’anno si manifesta con scientifica precisione. Napoli versione dottor Jekyll per l’appunto: una squadra capace di mettersi in gioco (e anche vincere) contro tutti, possano gli avversari chiamarsi Bayern Monaco o Manchester City. Una formazione in grado di piazzarsi (per adesso) tra le prime sedici d’europa dopo oltre un ventennio d’assenza dai palcoscenici che contano, scalciando fuori dalla Champions niente poco di meno che la corazzata dello sceicco Mansour. Ma non finisce qui, perché anche Milan, Inter e Udinese in campionato hanno pagato dazio agli uomini di Mazzarri, con Lazio e Juventus che hanno letteralmente “agguantato” un pareggio.

Poi c’è il Napoli versione mister Hyde, quello che piace meno. Quello capace di perdere al San Paolo contro Chievo e Parma; di alzare bandiera bianca a Catania; di raggiungere in extremis un pareggio contro il Novara o il Bologna. E non ci vuole certo il diploma in scienze calcistiche per comprendere che gli azzurri riescono a dare il meglio di loro proprio quando trovano sulla loro strada avversari che si giocano la partita a viso aperto, mentre incappano in vistose difficoltà quando l’avversario, spesso inferiore tecnicamente, innalza le barricate e non ti permette di costruire. Ma allora qual è il vero Napoli? Grande con le grandi e piccolo con le piccole? L’auspicio è ben altro, e lo è anche la realtà. Lo dimostrano gli ingaggi dei calciatori in campo per Napoli-Inter: eppure a vincere non sono stati i milioni di euro nerazzurri…

 

 

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