Sarà un Gabbiadini pronto a far male ancor più di prima!
Con l’arrivo di Sarri l’attaccante a Napoli da gennaio dovrebbe posizionarsi nel ruolo a lui più congeniale, quello di seconda punta; previsti gol a grappoli…
2450 minuti giocati, 20 gol realizzati, di cui 13 da gennaio in poi. Numeri da paura quelli sciolinati da Manolo Gabbiadini, l’investimento Made in Italy voluto nella sessione invernale da Aurelio De Laurentiis: 13 milioni il costo per il suo cartellino, un gol per ogni milione speso per lui. 2450 minuti giocati, si è detto, pochi considerato il rendimento sul terreno di gioco, con una rete messa a segno ogni 122’; una media pazzesca se si considera che l’attaccante originario di Calcinate non ha quasi mai giocato nel suo ruolo naturale.
LARGO O TROPPO ARRETRATO- Proprio così, problemi di posizione per lui, sia alla Sampdoria che al Napoli: con Sinisa Mihajlovic ha giocato il più delle volte largo nel 4-3-3 adottato dal tecnico serbo, una posizione che non si discosta troppo da quel ruolo di seconda punta a lui più congeniale ma che comunque lo costringeva a compiti in fase difensiva poco inclini alle sue caratteristiche. Sotto la guida di Rafa Benitez, poi, una situazione ancor più paradossale : Gabbiadini parte spesso come mezz’ala destra nel 4-2-3-1, un modulo che impone agli esterni alti un lavoro in fase di non possesso ancor più incisivo che nel 4-3-3; in qualche occasione lo si vede anche disimpegnarsi nel ruolo di trequartista alle spalle della prima punta, quel trequartista a cui Benitez affida il compito di smistare gioco e cambiare soventemente il fronte d’attacco per sorprendere le difese avversarie e quindi ancor più inadeguati a quelle che sono le qualità principali di Gabbiadini. I risultati, però, sono sorprendenti : il numero 23 azzurro inizia a segnare gol a grappoli fin dalle sue prime apparizioni con i partenopei, facendosi trovare sempre al posto giusto e dimostrando un’innata capacità di trovare il bersaglio grosso. Ma sarebbe riduttivo pensare che i suoi numeri siano figli soltanto di doti naturali.
CON SARRI SARA’ ESPLOSIONE?- Gabbiadini è un attaccante puro, una seconda punta di quelle che sanno fare la differenza, dotato di un sinistro micidiale che rappresenta certamente l’arma in più di un bagaglio tecnico-tattico ricchissimo. Sono infatti i movimenti dell’attaccante bergamasco a dare l’idea del ruolo in cui va posizionato per rendere al massimo : tagli perfetti contro Chievo, Udinese, controllo e girata in una frazione di secondo sempre contro i clivensi, il movimento eccezionale alle spalle della difesa contro il Trabzonspor. Highlights di un Gabbiadini predisposto tatticamente al ruolo di seconda punta, quel ruolo che dovrebbe ricoprire senza alcun dubbio nel nuovo 4-3-1-2 di Maurizio Sarri, da pochi giorni tecnico dei partenopei, spalla a spalla con Higuain (si presume), con cui Gabbiadini ha trovato fin da subito un’intesa naturale; e se giocando (anche poco) in zone di campo a lui non propriamente congeniali è riuscito a mettere a segno 20 gol in una stagione, aspettarsi un’esplosione vera e propria in quella che verrà non rappresenta un’utopia.

