FERMATELI! DONDARINI, ROCCHI E L’ ASSISTENTE GRISELLI ANCHE LUI PRESENTE A MILANO DEVONO ESSERE TENUTI AI BOX IN ATTESA DELLA SENTENZA

Il Napoli ha perso in due occasioni in questo campionato, a Genoa ed a Milano. In entrambe le partite gli azzurri sono usciti sconfitti immeritamente anche e soprattutto per le decisioni assurde assunte dai due fischietti Dondarini e Rocchi. Si potrebbe parlare di arbitro incapace nel caso di Dondarini reo di aver negato agli azzurri ben due rigori o di ammalato di sudditanza psicologica come il Sig. Rocchi che ha arbitrato a senso unico a favore dei milanisti. Davvero irritante la sua gestione del match, una gestione dei cartellini nettamente sfavorevole agli azzurri, per non parlare del rigore fantasma concesso al Milan e quello clamoroso su Cannavaro non fischiato nel recupero. In realtà sarà una coincidenza ma Dondarini di Finale Emilia e Rocchi di Firenze sono gli unici due arbitri in attività che sono sottoposti ad un processo per calciopoli con l' imputazione di frode sportiva, il processo come è noto si svolge proprio a Napoli, grazie al coraggio di alcuni valenti magistrati napoletani che hanno avuto l'abilità di scoperchiare il marcio del nostro sistema calcio.

Nonostante questi due signori unitamente al guardalinee Griselli di Livorno, anche egli ieri in terna con Rocchi a Milano e già protagonista nell' aver convalidato alla seconda giornata un gol alla Fiorentina in netto fuorigioco al San Paolo, dovranno essere giudicati da un giudice ordinario per un reato comunque perseguibile a norma dell' ordinamento statutario, il designatore Collina e il presidente dell' Aia Gussoni hanno ritenuto di tenerli in rosa e di mandarli ad arbitrare normalmente in serie A come se nulla fosse accaduto. Quali le ragioni di questa scelta?

Gianluca Rocchi e  Paolo Dondarini sono stati infatti prosciolti dalla giustizia sportiva nella scorsa estate. Ma su quelle stesse carte, i giudici di Napoli hanno deciso di rinviarli a giudizio. A questo punto si pone un problema. Premettendo che nessuno sta accusando i due arbitri di colpevolezza – e ci guarderemmo bene dal farlo – viene da chiedersi il perché di questa discrepanza fra giustizia sportiva e giustizia ordinaria. Se le carte sono le stesse, come è stato possibile arrivare a due decisioni tanto distanti? Forse, sarebbe stato opportuno tenere da parte i due arbitri nell’attesa di una decisione del Tribunale di Napoli sulla loro sorte giuridica. Che cosa succederebbe, infatti, se i giudici partenopei giudicassero Rocchi e Dondarini colpevoli? Entrambi hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, una forma procedurale  che non è un patteggiamento e nemmeno un'ammissione di colpa: è solo un processo dove si esaminano soltanto le carte presentate dai pm e le memorie dei difensori. Quindi niente testi e niente dibattimento, verrà deciso tutto in camera di consiglio sulla base di quanto raccolto in sede di udienza preliminare.

A Collina ed al " virgulto" Gussoni è bastato l' assoluzione in sede di giustizia sportiva per ritenere che i due fischietti al pari dell' assistente Griselli siano abilitati ad arbitrare. Detto che sarebbe stato d'uopo fermarli in attesa di una decisione definitiva in sede di giustizia ordinaria, che è comunque superiore e comprende la piu' specialistica e superficiale giustizia sportiva, è davvero infelice e provocatoria la scelta di designare i due arbitri rinviati a giudizio dalla procura di Napoli per dirigere le partite degli azzurri. Non vogliamo credere alla  malafede dei due fischietti, nè al sadismo di Collina di volerli mettere in difficoltà, di certo questi due signori quando hanno arbitrato il Napoli lo hanno fatto in modo poco sereno, ne hanno combinate di tutti i colori danneggiando in modo decisivo la squadra di Reja e compromettendo con decisioni davvero poco felici le sorti degli incontri contro il Genoa e Milan. Ora ci chiediamo sono solo coincidenze? Lo statista Andreotti ha dichiarato  che: "Spesso a pensare male si fa peccato, anche se poi spesso si indovina…"  Vero Collina? Vero Gussoni?   

   

Translate »