Perchè Napoli-Inter conta più dei tre punti in palio

Lunedì 30 novembre è in programma una di quelle partite che assumono un significato da ricercare al di là dei 90 minuti in essere. Napoli-Inter arriva alla 14esima giornata e probabilmente varrà maggiormente, in termini di punti, nel girone di ritorno, quando di match da giocare ne resteranno soltanto sei. Sia chiaro, se i nerazzurri dovessero sbancare il San Paolo diventerebbero di diritto i favoriti nella lotta per lo scudetto, ma per gli uomini di Maurizio Sarri vincere avrebbe una moltitudine di significati.

Scavalcare gli uomini di Mancini ed assumere per la prima volta in stagione le stimmate della capolista darebbe innanzitutto l’idea del lavoro che il tecnico toscano sta portando avanti all’ombra del Vesuvio: una fase difensiva curata in ogni suo particolare, con numeri da capogiro che parlano di 2 gol subiti nelle ultime 10 in campionato, 3 nelle ultime 15 tenendo in considerazione anche l’Europa League; l’organizzazione che i tre centrocampisti mostrano ogni qualvolta c’è bisogno di iniziare un’azione, ma non solo, con il regista quanto le mezz’ali sempre impegnati a svolgere un notevole lavoro anche in fase di interdizione; i movimenti del reparto avanzato, devastante non solo per la qualità dei singoli, ma anche e soprattutto per le innumerevoli triangolazioni che animano le giocate offensive degli azzurri. Il tutto sotto gli occhi e i complimenti di tutti, un “tutto” che avrebbe la giusta valorizzazione con un Napoli a guardare le altre dall’alto.

Ma se è vero come è vero che la sfida vedrà contrapporsi la prima contro la seconda, di significati né porta in senno lo stesso confronto nella sua essenza. Perché, senza la paura di volersi esporre, per quanto visto fino a questo momento è palese che una situazione in cui il Napoli preceda l’Inter sia quella più giusta. Per intenderci, non per forza di cose vincere 7 partite su 9 con il minimo scarto è un demerito, anzi in molti casi rappresenta una specifica capacità, ma il confronto tra le prestazioni, la qualità del gioco e la mole di occasioni create risulta essere quantomeno impietoso : il Napoli gioca un calcio totale, basato su un possesso palla finalizzato costantemente alla creazione di palle-gol che ha portato gli azzurri a segnare 24 reti in 13 giornate di campionato, ben 8 in più rispetto all’attuale capolista, e, di riflesso, a concedere poco e niente agli avversari, con un Reina quasi sempre spettatore non pagante se si fa eccezione per il complicato inizio di stagione, ormai un lontanissimo ricordo. La grande organizzazione difensiva dell’Inter di Mancini, lodata come reale punto di forza (l’unico possibile, probabilmente) ha, più che nella coppia Miranda-Murillo, nei guantoni di Samir Handanovic il suo principale protagonista : il portiere sloveno, infatti, ha diverse volte messo una pezza ai non ancora perfetti meccanismi della sua retroguardia; chiedere ai vari Luiz Adriano, Destro, Salah, Quagliarella e Belotti, tutti ad un passo da gol che sarebbero risultati decisivi ai fini del risultato e tutti fermati dalle prodezze del numero uno nerazzurro.

Ultimo, ma non certo per importanza, il fatto che balzare in testa alla classifica rappresenterebbe una notevole spinta a livello emotivo per chi la maglia azzurra la indossa e sta scendendo in campo con la massima concentrazione ed intensità per applicare schemi ed indicazioni del proprio allenatore. Per Higuain e company vincere vorrebbe dire veder rafforzata in se stessi la convinzione che questa sia la strada giusta per raggiungere qualcosa di veramente straordinario, e cementificherebbe un gruppo che sulla coesione tra squadra, allenatore e staff tecnico sta costruendo il suo brillante percorso; aspettando che, nel mercato di riparazione, la società faccia la sua parte, per dar continuità a tutti gli sforzi compiuti in questa prima parte di stagione.

 

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