GENNARO GATTUSO, IL GUAPPO DI CARTONE

Gennaro Gattuso. La Gialappa’s direbbe “un uomo, un perché”. Il resto d’Italia, invece, lo ha ribattezzato Ringhio, probabilmente ispirandosi al cane di Aldo, Giovanni e Giacomo nel film “Tre uomini e una gamba”.Gattuso è un centrocampista recupera palloni, uno di quelli che corre avanti e indietro, su e giù nel tentativo disperato di raccattare qualche sfera giocabile; cosa che tutto sommato, non gli riesce poi così male, anche se in Italia, così come nel resto del Mondo, c’è chi sicuramente lo fa anche meglio. Gattuso ha costruito la sua storia calcistica su una sceneggiatura da duro grintoso che in campo non guarda in faccia a nessuno e che randella a più non posso per poi affrontare a muso duro chiunque si porti sulla sua strada, esaltando parte del pubblico sugli spalti, ma forse in pochi hanno davvero realizzato quanto possa essere rischioso un atteggiamento del genere per l’immagine di un calciatore da tecnica pari a zero!

 

Gennaro è il classico uomo che recupera dieci palloni e ne perde venti, poi da accattone bello e buono chiede al pubblico di urlare facendo leva sulla passione che un tifoso può chiudere dentro di sé  per poi gridarla sugli spalti. I veri duri, però, non scelgono la vittima; non vanno a puntare il dito contro chi sa di non aver bisogno della “grinta” per infiammare le platee di questo sport, i veri duri sono quelli che sputano rabbia a priori da soli contro tutti, che voltano le spalle all’avversario perché non ne danno tanta importanza, perché è convinto della propria superiorità. Forse, il vecchio Ringhio, ha capito di non poter puntare su un piede fatato e un’intelligenza tattica, così si appella a quel muso duro che infondo, tanto duro non è. La dimostrazione è arrivata proprio durante il posticipo di San Siro contro il Napoli: Gattuso sembra indemoniato, sa bene che proprio da un suo stop malandrino da campione stratosferico che non è, iniziò l’addio alla Champions League; quel suo stop divenne un assist per Hamsik che quatto quatto arrivò fino all’area di rigore per dare la prima delle tre gioie ad un pubblico che voleva togliersi l’ultimo sfizio del suo grande campionato: sbattere fuori dall’Europa che conta il Milan e il suo “guappo di cartone”; domenica sera, Gattuso, cerca la vendetta proprio contro Hamsik, così dopo un normale contrasto di gioco che lo porta a volare in modo squallido sul terreno di gioco, inizia la sua performance ridicola e poco intelligente inveendo prima contro il centrocampista del Napoli, poi contro il direttore di gara. Marek, di converso, se ne è stato buono, senza raccogliere, utilizzando un’arma sconosciuta al centrocampista del Milan: il cervello! Tutta San Siro è eccitata nel vedere tanta foga agonistica, la cosa strana accade qualche minuto più tardi quando German Denis, uno che guarda con molta facilità dall’alto in basso il 30enne centrocampista rossonero, gli rifila un calcione proprio all’altezza dello stinco forse anche in modo gratuito; cosa fa Gattuso? Si alza e se ne va…

 

Che fine ha fatto quella grinta focosa del Ringhio Nazionale? Sembra impossibile che proprio lui, il cane furioso, si sia trasformato quasi improvvisamente in un agnellino pronto a scappare; forse era giunto il momento di testare il bilancio del suo allevamento ittico “Gattuso & Catapano” che sforna cozze fresche e di ottima qualità. Gennaro Gattuso, il guappo di cartone della casa rossonera, ha dato sfoggio di se nella sfida contro il Napoli: uno che dovrebbe essere Campione del Mondo e campione non è, uno che sopperisce l’assenza tecnica con una faccia da brigante e brigante non è, uno che ha sentito il bruciore forte del quinto posto materializzatosi al San Paolo e che ha cercato una squallida, ridicola e stupida vendetta proprio contro il Napoli che comunque gli ricorda, e con fierezza, che giovedì giocherà la Coppa Uefa grazie al Napoli, perché l’11 Maggio scorso, anche Ciccio Montervino  carneade del calcio ad alto livello,con pochi minuti a disposizione, fece la differenza più di Gattuso in 180 minuti tra il San Paolo e il San Siro. Dimostrazione che “Campioni” si nasce e lui, modestamente…è un guappo di cartone!

 

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