DE LAURENTIIS E LE SFIDE FUORI DAL CAMPO
Fuori dal campo Aurelio De Laurentiis sta giocando una partita molto importante. Il pessimo girone di ritorno della scorsa annata lo ha costretto a scendere in trincea, esporsi economicamente ma al tempo stesso individuare le modalità per coprire gli esborsi effettuati. Oltre 50 i milioni spesi per rifondare la squadra, già recuperati dalle pay-tv, ma De Laurentiis non si affida soltanto ad esse, ben sapendo che dalla prossima stagione ritornerà in auge la vendita collettiva anche dei diritti della tv criptata, in virtù della legge Melandri del 2007. La prima idea in assoluto riguarda i diritti d’immagine dei giocatori che mette sotto contratto. Questione spinosa, che sta suscitando problemi per i passaggi a Napoli di Obinna e De Sanctis e che ha rappresentato il pomo della discordia per il rinnovo di Ezequiel Lavezzi (col quale è previsto un incontro a quattr’occhi lunedì o martedì, quando il patron sarà in Austria). Il Napoli è la prima società in Italia a sfruttare a pieno i diritti di immagine dei calciatori che per ogni sponsorizzazione o pubblicità dovranno interfacciarsi col club, pronto a fare cassa. Idea innovativa ed in parte rischiosa, soprattutto se si pongono limiti agli stipendi, anche se comunque i contratti prevedono diversi premi in base ai gol realizzati e ai piazzamenti conseguiti. Su tale aspetto De Laurentiis è stato chiaro da subito, affinché il club – che valorizza – non sia escluso dal valore aggiunto prodotto dalle sue “creature”. C’è chi pensa che così facendo si rischia di perdere campioni per strada e si rende difficile l’ingaggio di altri. Rischio calcolato, perciò il club punta soprattutto su giovani in rampa di lancio ed ancora non “esplosi” del tutto, insomma più facilmente avvicinabili per la gestione della loro immagine, non ancora affermata.
Il merchandising è l’altra arma che De Laurentiis intenderà giocarsi bene. La vendita dei prodotti col marchio del club (e Limited Edition) dovrà essere fonte di incassi cospicui. Per questo, ha già puntato sul mercato via internet attraverso il quale proverà a stanare il parallelo mercato del falso. Poi passerà alla creazione di punti vendita personalizzati, uno dei quali dovrà essere realizzato all’interno del San Paolo, se e quando lo stesso diventerà realmente uno stadio fatto a misura per le famiglie ed i tifosi doc, confortevole e fruibile anche durante la settimana.
L’ultima idea riguarda il biglietto virtuale, già messa in campo l’anno scorso durante le partite di Intertoto ed applicabile soprattutto per le gare europee, cui il Napoli conta di partecipare in pianta stabile dalla stagione 2010-2011. L’idea consiste nel far pagare il biglietto del match al telespettatore direttamente da casa, non incassare un soldo dalla tv che trasmette la gara ma gestire in toto la pubblicità a corredo dell’evento. Così facendo un anno fa “ho fatturato un milione e 200mila euro per una semplice partita di Intertoto contro una piccola squadra greca, a fronte dei 150mila di Inter e Juve. È così che si innova”. E si rientra degli euro spesi per costruire una squadra che –se vincente- potrà consentire al patron di ritrovarsi in un vortice di introiti economici spaventosi. Perché la futura Lega Europea non potrà nascere senza il Napoli. Parola di De Laurentiis.
