DZEMAILI, MI MANDA INLER

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Inler di qua, Inler di là. La trattativa per il centrocampista dell’Udinese sta diventando una sorta di psicodramma collettivo in cui non si capisce cosa vogliono le parti in causa e soprattutto non si intravede che finale ci sarà, e quando ci sarà. Intanto il Napoli si premunisce andando a pescare il suo compagno di reparto in Nazionale. Ma Blerim Dzemaili non è soltanto lo scudiero di Inler, è anche un mediano giovane e di grande prospettiva, che ha dalla sua già diversi anni di esperienza in serie A. Motivi che hanno convinto Bigon a spendere circa sette dei milioni che De Laurentiis gli ha messo a disposizione, con la cessione contestuale di Blasi (a titolo definitivo) e Santacroce (in prestito con diritto di riscatto) al Parma. L’ormai ex centrocampista gialloblu ha firmato un contratto di cinque anni a circa un milione di euro a stagione. 

A guardare i suoi natali, Blerim Dzemaili è il manifesto della multietnicità della Svizzera, che nella sua Nazionale vanta calciatori cresciuti in territorio elvetico ma provenienti dalle nazioni più disparate. Di origini albanesi, nasce però a Tetovo (Macedonia) il 12 aprile 1986 e vi rimane fino ai sette anni. Poi si trasferisce a Zurigo dove il padre lavora già da tempo; lì cresce ed inizia a dare i primi calci al pallone. Nella squadra della sua città esordisce a 17 anni e ci resta fino ai 21, diventandone capitano e contribuendo alla conquista di due scudetti e una coppa di Svizzera. Successi che gli valgono la convocazione in Nazionale (10 presenze finora) e l’interesse dall’estero, tanto che a inizio 2007 lo prende il Bolton, in Inghilterra. Un’esperienza infelice poiché appena arrivato subisce due bruttissimi infortuni al ginocchio che compromettono il suo ambientamento nella squadra. Dopo una lunga degenza, al suo ritorno il Bolton vuole puntare su altri calciatori e decide quindi di cederlo in prestito con diritto di riscatto al Torino. In granata Blerim riesce a far vedere cosa sa fare ritagliandosi uno spazio importante in squadra, grazie alla grande personalità mostrata in campo. Una stagione agrodolce, il suo Toro retrocede in malo modo ma la sua reputazione esce rinforzata da quest’esperienza, infatti resta a giocarsi le sue carte in A. Lo prende il Parma che punta forte su di lui per guidare il centrocampo. La prima stagione inizia bene ma poi è frenata da un grave infortunio al ginocchio, la seconda parte male ma si risolleva nel finale, con la ciliegina del primo gol in A segnato al Palermo alla quartultima giornata.

Adesso è naturale che agli occhi del tifoso medio l’ingaggio di Dzemaili appaia soltanto come quello dello svizzero “sbagliato”, dopo mesi in cui si è parlato del più quotato Inler. Invece il nuovo acquisto azzurro, può stupire: ha qualità e personalità da incontrista vero, due anni in meno del mediano dell’Udinese e insieme quest’ultimo forma una cerniera difficile da valicare, nella Nazionale del suo Paese. I vari stop per infortunio, poi, dimostrano che i margini di miglioramento ci sono e finora sono soltanto stati frenati dalla sfortuna. Non sarà Inler, ma Dzemaili ha le caratteristiche per affermarsi come una sorpresa. Se poi arriva anche il suo connazionale il Napoli può sentirsi blindato alla perfezione.

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