Mal di trasferta
I numeri impietosi dell’ultimo mese azzurro determinano una inversione di tendenza preoccupante nelle gare in trasferta dove nello scorso campionato e anche in questo il Napoli aveva costruito le sue fortune.
Se n’è accorto anche Benitez che qualcosa non va, come dichiarato ieri in conferenza stampa. Mentalità, turnover, personalità o mancanza di intensità come l’ha definita proprio il tecnico spagnolo? Una risposta certa non c’è ma quelle che parlano sono le impietose statistiche che emergono da questo ultimo mese azzurro nelle gare in campionato lontano dal San Paolo.
I numeri – Era dal 2009 che gli azzurri non perdevano tre gare consecutive in trasferta, quando furono addirittura quattro le sconfitte consecutive nelle prime sette giornate di campionato sotto la guida dell’allora tecnico Donadoni che poi venne esonerato dopo Roma-Napoli (2-1) preceduta dai passi falsi esterni contro Palermo (2-1), Genoa (4-1) e Inter (3-1). E pensare che lo scorso anno gli azzurri avevano raggiunto il record di dieci vittorie in trasferta al termine della stagione. Un altro dato che emerge è quello della differenza reti a zero in trasferta dove spiccano i “soli” 16 gol subiti contro i 24 a fine stagione dello scorso anno che paradossalmente potrebbe essere un dato “positivo” ma che se messo a confronto con le appena 16 reti realizzate lontano dal San Paolo, fa emergere l’atteggiamento poco propositivo degli azzurri. Un approccio ben lontano dai presupposti tecnico-tattici del credo di Rafa Benitez dove la squadra dovrebbe essere sempre propositiva sia in casa che fuori.
Quali rimedi? – Nelle undici giornate che separano il Napoli dalla fine del campionato saranno ben cinque le trasferte tra le quali spiccano quelle di Roma e Torino contro la Juve con in mezzo ancora una volta gare su campi notoriamente poco “accoglienti” per i colori azzurri come Cagliari, Empoli e Parma, tralasciando le note vicende del sodalizio emiliano ormai alla deriva. L’inversione di tendenza dovrà per forza esserci e magari partendo proprio dall’atteggiamento mentale oltre che da quello tattico. Non passa inosservato infatti il dato di sole due reti subite dagli azzurri in trasferte europee e tutte nella sola sciagurata gara di Berna. Un approccio totalmente diverso che è la vera cartina al tornasole di una squadra che ha bisogno sempre di avere obiettivi che vadano oltre i semplici punti in classifica per esprimersi con l’intensità giusta.
Questi black-out non fanno assolutamente bene e qualche variante va trovata al di là degli episodi e dell’ambiente ostile. Troppo slegati i reparti ieri e come a Palermo, troppo rinunciataria la squadra a Torino per un’intera frazione di gioco. Al primo errore si subisce e non si rialza mai la testa. E’ ora di farlo al di là dei punti e al di là degli obiettivi, perché il mal di trasferta è diventato anche un mal di pancia dei tifosi e va’ curato con la pillola giusta, quella dell’impegno, da qui a fine stagione con un patto tra squadra e tecnico. E chi non ci sta si faccia da parte…..ci sono tre fronti da onorare e obiettivi da conquistare.

