BOLOGNA- NAPOLI 06/06/48
Le vicende di questi giorni e l’attesa della decisione finale che riguarderà alcune grandi squadre della Serie A, ci spingono a ricordare altri accadimenti analoghi, se non simili, di qualche anno fa. In una sola occasione, il nostro amato “Ciuccio” è stato riconosciuto colpevole di illecito sportivo, ma la vicenda che vogliamo qui rievocare non ebbe, in pratica, conseguenze, visto che gli Azzurri classificatisi al quart’ultimo posto, a fine stagione retrocessero in Serie B.
Il fatto risale al Campionato 1947 – ’48, l’unico disputato a 21 squadre nella storia del calcio italiano. E la partita incriminata fu un Bologna – Napoli, disputata il 6 giugno 1948 e terminata 1 a 0 per il Napoli, con rete messa a segno nel finale dall’albanese Naim Kriezu, già campione d’Italia con la Roma nel campionato 1941 – ’42.
Che cosa successe a Bologna? Innanzi tutto una premessa: per quel finale di Campionato del 1948 gli organi inquirenti avevano raccolto voci su presunti illeciti sportivi riguardo ad almeno cinque partite di Serie A. Ma tutto si risolse – come talvolta accade – in una bolla di sapone, visto che, ad eccezione della gara di Bologna e ad una denuncia fatta dall’Alessandria, non vi furono altre segnalazioni. Per quanto si riferisce alla società piemontese nella quale avrebbe mosso di lì a qualche anno Gianni Rivera, vi fu una denuncia per tentata corruzione dei giocatori alessandrini da parte di un personaggio estraneo al mondo del calcio, Mario Schigor, un bresciano residente a Milano, poi squalificato a vita.
Fu, invece ammonito un giocatore piemontese, Cesare Gallea, per non avere subito denunciato la proposta di illecito. Alla fine, quindi,….niente di particolare da segnalare.Ben diverso, invece, il caso di Bologna – Napoli. Cinque giorni dopo la disputa della gara, precisamente l’11 giugno 1948, dalla città delle due Torri, partì una denuncia di corruzione. Questi i personaggi coinvolti: il Presidente del Napoli, Muscariello; due giocatori Azzurri, Luigi Ganelli e Carlo Barbieri; l’ex giocatore napoletano, Pippone Innocenti, più tre giocatori bolognesi, Gino Cappello (funambolico e talentuoso trequartista), Bruno Arcari e Sauro Taiti.Il tutto parte da una visita di Ganelli ad Arcari approfittando della sosta della prevista sosta per la partita Italia – Inghilterra del 16 maggio (per la cronaca finì 0 a 4, con il famoso gol dalla linea di fondo di Mortensen).
I due sono entrambi di Cotogno in provincia di Milano e stanno per diventare cognati, perché Arcari è in procinto di sposare la sorella della moglie di Ganelli. Quest’ultimo prega Arcari di adoperarsi presso i suoi compagni di squadra, raccomandando loro, quando di lì a venti giorni avrebbero incontrato il Napoli, di giocare “senza cattiveria”.Qualche giorno prima del fatidico 6 giugno, il Presidente napoletano Muscariello, accompagnato da Innocenti, incontra a Bologna l’allenatore Rossoblu, austriaco di nascita, Fellsner, il dirigente Genovesi ed alcuni giocatori. Vengono fatte proposte più concrete delle precedenti ma non è possibile stabilire quanti aderirono. Come già detto, il tutto (compresa la vittoria sul campo per 1 a 0 del Napoli) fu inutile.
Intanto l’inchiesta conduce al rinvio a giudizio della squadra Azzurra e, a fine luglio arriva la sentenza:
1) retrocessione del Napoli all’ultimo posto in classifica;
2) inibizione a vita a ricoprire incarichi ufficiali per Muscariello ed Innocenti;
3) squalifica a vita per Ganelli;
4) squalifica per tre mesi ad Arcari,e due mesi per Taiti, Cappello e Barbieri.
La Commissione giudicante ritenne, quindi, pienamente colpevoli i “corruttori”ed il Napoli colpevole per responsabilità oggettiva. La non raggiunta “certezza” in merito ad una sentita partecipazione dei giocatori bolognesi indusse i giudici ad applicare pene lievi agli atleti felsinei; fra l’altro Arcari e Taiti quel fatidico 6 giugno nemmeno scesero in campo. Oggi, con gli attuali parametri di valutazione, la sentenza sarebbe stata molto più dura.Curiosamente, possiamo dire che, a conti fatti, l’Associazione Calcio Napoli non fu punita, visto che la retrocessine all’ultimo posto non cambiò nulla perché la squadra già si trovava in quella posizione.
Oggi, come abbiamo detto, ci sarebbe stata anche la penalizzazione nel punteggio da scontare nella stagione successiva.Ma tant’è, anche allora al Napoli succedeva di tutto e di più!!!
