UN TRIO DA OSCAR
Certo, non sarà la Ma.Gi.Ca. che venticinque anni fa faceva ribollire il sangue nelle vene al pubblico partenopeo, ma le emozioni che riescono a suscitare questi tre somigliano tanto a quelle dei tempi tricolore. Lavezzi, Cavani e Hamsik. Più di un trio delle meraviglie: una vera e propria trivella, che quando si mette in moto non lascia scampo a nessuno. Ed è stato così anche al San Paolo contro i blucerchiati, in barba a quei 120’ tutti anima e core contro l’Inter di appena qualche giorno fa. Uno, due, tre volte Cavani, la solita firma di Hamsik e l’infaticabile estro del Pocho hanno annientato la Sampdoria, che tra le altre cose è venuta a Fuorigrotta mettendo in scena un vero e proprio harakiri, facendo il gioco di un Napoli già stratosferico di suo. Il San Paolo non cantava così da tanto, troppo tempo. Ma oggi eccoli qui, con quelle tre facce quasi da bambini, capaci di riuscire ad aprire un cassetto chiuso da anni per rispolverare sogni riposti ma custoditi gelosamente. Gente da Oscar.
Edinson Cavani – Non può che mangiarsi le mani il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini. Ha ceduto una stella, un attaccante di razza pura. Un finalizzatore che non ha pietà per nessuno, che vede la porta come pochi, animato da una volontà e uno spirito di sacrificio inusuali. La mette dentro, aiuta a centrocampo e spesso anche in difesa, rincorre gli avversari. Oscar per il miglior attore, senza ombra di dubbio.
Ezequiel Lavezzi – Il Pocho è la linfa di questa squadra, l’uomo che trasforma l’impossibile in possibile. Velocità, esplosività, forza e generosità. L’uomo in più che tutta la Serie A vorrebbe avere, che rade al suolo le difese avversarie e che lascia a bocca aperta pubblico e avversari. Spettacolo ma non solo, perché le gesta dell’argentino raramente sono fini a se stesse, e le tante volte che non si trasformano in rete diventano assist . In una parola: determinante. Oscar per i migliori effetti speciali.
Marek Hamsik – E’ quello forse meno spettacolare da vedere, ma non per questo di importanza minore rispetto agli altri due. Anzi, i numeri dicono che il Napoli non è mai riuscito a vincere senza il suo gioiellino slovacco. L’uomo che ha sacrificato la sua indole per mettersi al servizio della squadra, sempre presente in zona gol, ma anche nelle geometrie ed in fase passiva. Qualità e quantità che vanno a braccetto: Oscar per la miglior sceneggiatura.
Ma non finiscono qui le nomination per questa squadra: una difesa bunker che non subisce gol da quatto partite è una componente di assoluto rilievo. L’Oscar per la miglior regia non può che esser di Walter Mazzarri. Non resta che la produzione…ovviamente Aurelio De Laurentiis. Il campionato è avvisato: c’è un Napoli che ha tutta l’intenzione di aggiudicarsi anche la statuetta del miglior film…
