L’OMBRA DI CALAIO’ SU UNA PARTITA FACILE

Tutto molto semplice per il Napoli nell’ultima gara del 2005, penultima del girone di andata per la capolista che ha ripreso a viaggiare ad alta quota. La pratica contro lo stuolo di ragazzini abruzzesi è stata archiviata sin da subito grazie al ritorno al gol del Pampa Sosa (assist di Bogliacino) che ha dato la stura ad un pomeriggio più che tranquillo per la banda di Reja. Il Lanciano non ha causato alcun grattacapo alla difesa azzurra, il Napoli ha potuto amministrare senza problemi, raddoppiando a fine primo tempo con Bogliacino e siglando il terzo gol con Capparella, da tempo alla ricerca di una marcatura. In attesa di un terzino sinistro di ruolo Reja ha riproposto in quella posizione nuovamente Maldonado. Amodio a centrocampo ha fornito ancora garanzie soddisfacenti anche in vista della ripresa quando in quella zona del campo mancheranno sia Fontana che Montervino. In avanti Reja ha giocato con Capparella e Bogliacino molto larghi e sulla linea di Sosa e Calaiò, di nuovo insieme titolari. L’argentino si è nuovamente dimostrato pedina imprescindibile, per Calaiò è stato un pomeriggio particolare. Si è ripetuto il "duello" con Reja, che sin dalle prime battute l’ha preso di mira con suggerimenti alquanto calorosi (eufemismo) dalla panchina. Reja voleva altri tipi di movimenti dall’ex pescarese che –unico a rimanere a bocca asciutta tra i giocatori in prima linea- ha cercato fortemente la marcatura. Ma Reja –che già nel primo tempo dopo una ventina di minuti ha fatto riscaldare Grieco per sostituire Calaiò- ha ben pensato, al 70’, di avvicendarlo con Montesanto. A quel punto la gente del San Paolo si è schierata dalla parte del bomber, fischiando per la prima volta in dodici mesi il tecnico di Gorizia. Insomma, una scena inattesa ma significativa di come il pubblico sia partecipe e presente in tutto quanto accade e sia pronto a bacchettare chicchessia in qualsiasi momento. La scelta di Reja è stata infelice ed inopportuna, a testimonianza di un rapporto che non è mai decollato con la punta. I risultati positivi non faranno emergere alcun caso, ma la gestione di Calaiò, che rappresenta il futuro di questo Napoli, merita altro destino.

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