LO ZIBALDONE AZZURRO: NAPOLI-GENOA DALLA A ALLA Z!

Tutto (o quasi) quello che è successo dalla conferenza pre-gara al post-partita lettera per lettera.

Albiol, ritrovata, finalmente, la continuità di rendimento. Menomale, perché il difensore di inizio stagione era da censura.

Bilancio, positivo nel complesso, secondo Benitez: quarti di finale di Coppa Italia, sedicesimi di Europa League, terzo posto in campionato e Supercoppa in bacheca; non ha tutti i torti, insomma.

Calvarese, sbaglia tutto quello che è possibile sbagliare; praticamente arbitra al contrario.

De Guzman, per due volte a un passo (più o meno) dal gol,ma corre come un indemoniato per tutta la gara. Prezioso.

Entusiasmo, sembra esser tornata l’arma vincente di questo Napoli: se si gioca sempre così non c’è trippa per gatti.

Fetfatzidis, giocare da prima punta non è facile per uno come lui, ma pronunciare il suo cognome senza mordersi la lingua lo è ancor di meno.

Giro, di boa. Il girone di ritorno è appena iniziato, la stagione è ancora lunga, e gli obiettivi tutti li, a portata di mano.

Higuain, il Pipita è tornato e non si ferma più: altra doppietta, altra prestazione da leader, 12 gol in campionato. Trascinatore.

Inler, torna titolare e non accadeva dall’11 dicembre, contro lo Slovan Bratislava. Non parte malissimo, ma con il passare del tempo diventa quasi irritante.

Lopez, a differenza del suo compagno di reparto, gioca un match di sostanza davanti alla difesa cercando anche qualche sporadica sortita offensiva. Bene così.

Marek, prestazione sensazionale dello slovacco per circa un’ora : inserimenti, tagli, assist illuminanti.. poi cala, vistosamente.

Necessario, è stato fatto, sul mercato, secondo Rafa e Riccardo; oddio, forse qualcosa, li in mezzo, manca.. forse.

Occasioni, una miriade, quelle sprecate. Altro che sofferenza, questo è autolesionismo!

Pericoli, ne arrivano pochi ma son sempre brividi. La sicurezza di reparto, quella li famosa di cui si parla da quasi due anni, ancora non c’è.

Quarantadue, le reti realizzate da Higuain con la maglia del Napoli, in 76 presenze e non tutte da titolare. Bomber.

Rafa, imposta una squadra aggressiva, famelica, vogliosa di portare a casa i tre punti; nonostante qualche aiutino, il 2-1 è un risultato più che stretto.

Sei, sono i punti di distanza dalla Roma. Che è in discesa. E il Napoli in salita. E quindi bisogna provarci, senza se e senza ma.

Trappole, in qualche studio televisivo ci provano a farlo cadere; Benitez, con il sorriso, spiega quali sono i criteri di valutazione: la prestazione innanzitutto. Lo deve spiegare Benitez, però, altrimenti non ci si arriva.

Uvini, è tornato dal Brasile ma va piazzato. A Benitez non piace, a Bigon il compito di trovargli una sistemazione.

Vincere, tocca continuare a farlo, già da domenica, contro il Chievo: è ora che le piccole la smettano di portar via punti.

Zuniga, tempi duri per il colombiano. No, non per l’infortunio, ma con uno Strinic così e il ritorno di Ghoulam trovare spazio da quel lato sarà impresa ardua. A meno che non venga dirottato a destra, e questo è un altro discorso.

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