Lo Zibaldone azzurro: PSG-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto

Ammaliante il Napoli che con una personalità inaudita si presenta al Parco dei Principi con la convinzione di poter fare scendere sulla terra i marziani del PSG: ripartiamo da quest’atteggiamento  per andare verso grandi mete.

Basiti letteralmente per ciò che si stava realizzando. Essere ranmaricati per aver pareggiato contro una squadra del genere è inspiegabile, ma fa ben comprendere la dimensione del Napoli e del suo allenatore.

Cinico, nonostante la condizione fisica non ottimale. Lorenzo Insigne è l’uomo in più, un campione che sta percorrendo la via per diventare fuoriclasse. Scavetto incantevole!

Di Maria- L’ex pupillo di Ancelotti, ai tempi del Real, beffa i partenopei nel recupero. Una perla eccezionale che evita la figuraccia ai miliardari parigini.

Ennesima scelta vincente del tecnico di Reggiolo che con la mossa di Maksimovic terzino, limita il notevole potenziale offensivo degli avversari. Stratega.

Fluida la manovra partenopea dal ventesimo minuto in poi. Dopo l’approccio piuttosto attendista, gli azzurri guadagnano campa con personalità abbinata ad un’ottima qualità.

Gestione del vantaggio che è stata positiva nonostante il gol preso nel finale. Il Napoli non aveva concesso granché, soltanto la giocata del campione poteva mettere in carreggiata il PSG.

Hamsik- In netta crescita, si fa sentire anche in fase di interdizione con alcuni interventi importanti. Cala nel finale, ma può e deve proseguire su questa strada.

Impegnato in varie circostanze, David Ospina risponde presente, in particolar modo all’82’quando con un colpo di reni provvidenziale nega la gioia della rete a Neymar.

Lestissimo Dries Mertens ad agguantare la palla sulla deviazione maldestra di Marquinhos ed a timbrare il cartellino a tu per tu con Areola.

Monumentale il trio composto da Maksimovic, Albiol e Koulibaly, con il supporto di Allan, che lasciano le briciole a Neymar e Cavani. Perfetti!

Nessuno avrebbe mai ipotizzato una vittoria ed un pareggio contro Liverpool e PSG. Il Napoli è vivo più che mai ed è pronto a fare altre imprese straordinarie, con un mago al timone.

Occasioni per chiudere la gara sulle ‘teste’ di Mertens e Milik. La sfera termina in entrambe i casi di poco al lato. Sarebbe stato il finale ideale di una sfida perfetta.

Palleggiare in faccia ai mostri e mostrare le unghie per novantacinque minuti. Operazione compiuta, ora non ci resta che vincere!

Qualificazione che resta alla portata degli azzurri. 5 punti in 3 gare e secondo posto al giro di boa. Il sei novembre sarà quasi decisiva, con un San Paolo infernale.

Risultato che tutto sommato non rispecchia quanto si è visto in campo. Rimboccarsi subito le maniche e ripartire al massimo domenica contro la Roma…un altro scontro diretto.

Stimolo in più per cercare di correggere qualche piccola imperfezione ed intraprendere la via della massima efficacia. Le basi ci sono, serve un pizzico di pazienza e maggiore consapevolezza.

Tre legni colpiti in queste gare di Champions. La sfortuna continua ad accanirsi sul Napoli, ma bisogna essere ancora più forti, è nel DNA partenopeo!

Un punto che lascia l’amaro in bocca e che ha il sapore della beffa. Tuttavia era da tempo che non si osservavano queste imprese europee. I complimenti sono fini a se stessi, i risultati no!

Veemente la spinta di Koulibaly ai danni di Mario Rui per tentare di arginare l’offensiva del furente Mbappé. Kalidou si serve di tutti i mezzi possibili per non far passare gli avversari dalle sue parti.

Zielinski- Entrato a freddo, non evidenzia un impatto positivo, ma fa progressi con il passare del tempo garantendo una spinta continua sull’out di sinistra.

 

 

Translate »