Lo Zibaldone azzurro: Napoli-Juventus dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto

Allegri- Il tecnico bianconero ha preparato la partita perfetta colpendo il Napoli alla prima disattenzione per poi innalzare un muro invalicabile.

Benzina che sembra essere esaurita già al primo di dicembre. Segnale di allarme? Feyenoord e Fiorentina decreteranno il verdetto.

Carbone come la maglia con cui è sceso in campo il Napoli, carbone che siamo costretti ad ingerire dopo una serata amarissima.

Dieci uomini dietro la linea della palla per ottanta minuti. Chiamatelo provincialismo, o catenaccio, purtroppo in fin dei conti è il risultato che conta.

Elevate le percentuali di possesso, mai come questa volta risultato effimere e fine a se stesse.

Fraseggio macchinoso e più volte spezzettato. Va dato merito anche al centrocampo juventino costantemente aggressivo ed efficace.

Gettate al vento le uniche occasioni pericolose create su situazione di palla inattiva. È mancata proprio lucidità…

Hamsik- Per larghi tratti del match è un fantasma: inammissibile! Chi non sta bene va tenuto a riposo se non si vuole rischiare di danneggiare la prestazione del collettivo.

Irresistibile Higuain- Quando vede il Napoli il Pipita colpisce sempre, che sia campionato o Coppa Italia. Sarà anche un traditore, ma non perde mai il vizio del gol.

Lezioso Raul Albiol che in più di una circostanza concede dei regali di Natale anticipati agli avversari. Fin dall’inizio si era capito che si trattasse di una serata storta.

Manca all’appello Dries Mertens. È da circa un mese che il belga, per colpe non sue, non sta rendendo al meglio delle proprie potenzialità. Peccato non avere riserve, ma spremerlo in questo modo è altamente controproducente.

Nuova disposizione della Juve dopo il vantaggio. 1-4-4-1 per mettere il pullman sulla metà campo e non far passare il Napoli.

Ora è tempo di rimboccarsi le maniche e guardare avanti perché dicembre non ammette pause e ci sarà un ciclo di partite da agguantare con le unghie e con i denti.

Passione che va al di là di qualsiasi risultato. Strepitoso il San Paolo che a fine gara continua ad invitare i propri beniamini, perché nonostante tutto il Napoli si ritrova ancora nelle posizioni alte di classifica.

Quindicesima giornata amara che si apre nel modo più infelice. La Juventus accorcia sul Napoli, con l’Inter che potrebbe portarsi in testa al campionato.

Ricambi non sufficienti, ma qualcuno ha dimostrato di poter essere in grado di giocare almeno una partita dal primo minuto. Ounas sarà anche anarchico ma non capiamo proprio l’ostinazione di Sarri nel relegarlo perennemente in panchina.

Secondo tempo giocato nella metà campo bianconera. Non poteva essere altrimenti, ma il giro palla è stato sterile come non mai.

Tanto criticato fino a qualche giorno fa, Pepe Reina è decisivo con un doppio miracolo che avrebbe potuto chiudere definitivamente la partita. Matuidi resta a bocca aperta…

Una- La sconfitta in questo campionato che brucia tantissimo dal momento che l’incantesimo è stato spezzato dalla rivale di sempre.

Velocità pazzesca di Douglas Costa che fa ammattire la retroguardia e la mediana azzurra con le sue progressioni. Immarcabile!

Zielinski- Due cambi di gioco dagli esiti completamente opposti. Uno è geniale, l’altro più che deleterio e manda in porta gli avversari.

 

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