VIMINALE, MISSIONE COMPIUTA?

VIMINALE, MISSIONE COMPIUTA? src=

Come volevasi dimostrare. Una formula che a molti risveglierà reminiscenze scolastiche legate alla matematica, ma che per il delicato argomento che andiamo a trattare significa ben altro. Appare un po’ strano che semplici osservatori come noi siano riusciti a prevedere con sei giorni d’anticipo ciò che sarebbe poi successo nell’arco della giornata di ieri. Ciò che risulta ancora più strano è che strapagati funzionari dello Stato addetti al mantenimento dell’ordine pubblico, coadiuvati da decennali esperti in materia, nonostante comitati e controcomitati, riunioni fiume e operazioni di intelligence di anni, mettendo insieme tante menti che necessità vorrebbe pensanti, non siano riusciti ad arrivare alle stesse conclusioni cui eravamo giunti noi. Lecito a questo punto restare con il dubbio che probabilmente era più comodo non volerci arrivare a queste conclusioni. Eppure i capi tifosi azzurri avevano fornito, non più tardi di giovedì sera, un assist clamoroso ai vertici dello Stato, da cogliere al volo. Avevano annullato mesi di studi e d’intercettazioni, dando a tutti un appuntamento ben preciso e comunicando con quale mezzo di trasporto sarebbe trasmigrata la massa del tifo napoletano verso la capitale.

Nell’appello lanciato dal tifo organizzato partenopeo, che invitava tutti a comportarsi bene, c’era quasi una richiesta di collaborazione verso le autorità competenti, affinché tutto si svolgesse nel migliore dei modi. Evidentemente anche loro, come noi, avevano fiutato il pericolo che si nascondeva dietro quest’apparente apertura del Viminale, utile solo a giustificare un futuro divieto assoluto di andare in trasferta ai tifosi del “Ciuccio” e “non solo” come ha fatto sapere quest’oggi il Ministro degli Interni Roberto Maroni. Nel “non solo” entra in ballo la seconda parte del ragionamento fatto da noi nel pomeriggio di lunedì e coinvolge anche il San Paolo. La maggiore responsabilizzazione della Ssc Napoli, in merito a questa trasferta, potrebbe causare ripercussioni anche sulle gare casalinghe della società partenopea, che si ritroverebbe a pagare ancora una volta per colpe non sue. Sarebbe bastato, infatti, mettere su alla meglio un vecchio Intercity e farlo partire dalla stazione di Piazza Garibaldi alle 10,30 di ieri mattina alla volta di Roma per risolvere tutti i problemi. Era sufficiente rispolverare, in un’occasione così delicata, il famoso, ma ormai in disuso, “treno speciale per tifosi”, per salire sul quale sarebbe stato necessario mostrare di essere in possesso di un  tagliando valido per assistere al match dell’Olimpico. Le Ferrovie dello Stato ci avrebbero rimesso un po’ di carburante, ma di sicuro avrebbero risparmiato gli oltre 500mila euro di danni denunciati dai vertici di Trenitalia. Ed invece a nessuno è balenata, nemmeno per un momento, in testa un’idea “così geniale”, preferendo creare disagi ai tanti passeggeri normali e consegnando per circa tre ore la stazione di Napoli nelle mani di delinquenti che nel caos hanno preso il sopravvento sui tifosi normali intenzionati a recarsi a Roma per assistere al match. Ma come se non bastasse, una volta partito il famoso intercity Napoli-Torino alle 12,30, si è pensato bene di inasprire ulteriormente gli animi e di rendere ancor più incandescente la situazione, mettendo peraltro a repentaglio l’incolumità dei poveri malcapitati che si trovano per caso su quel treno per motivi estranei al calcio come una vacanza o una visita ad un familiare, bloccando il treno alla stazione di Latina e ritardando di oltre un’ora l’arrivo dei tifosi allo stadio Olimpico. Di peggio probabilmente era davvero difficile fare. Evidentemente c’era davvero voglia di sollevare il quasi stucchevole processo mediatico a livello nazionale che si è aperto sin dalle prime ore del pomeriggio di ieri contro i napoletani e di risolvere il problema chiudendo da subito le trasferte alla tifoseria azzurra, da sempre scomoda alle stanze dei bottoni poiché capace di smuovere dalle 5000 alle 10000 persone ogni qual volta il Napoli gioca lontano dalle mura amiche. Del resto l’attuale matrice governativa è la stessa che nel 2003 dopo Avellino-Napoli chiese ed attuò misure esemplari contro la tifoseria napoletana. Peccato, però, che quelle misure furono tirate fuori solo in quell’occasione, che guarda caso coinvolgeva la società azzurra, per poi essere riposte immediatamente nel cassetto. La paura, ahinoi, è che cinque anni dopo non sia cambiato proprio niente.

 

Translate »