TOSEL, GIUDICE ANTISPORTIVO!
Oggi sono stati condannati degli innocenti. Oggi, per l'ennesima volta, è stata mortificata una città intera e calpestati diritti e dignità di un popolo unico. Gli onesti e i pacifici alla stregua dei delinquenti. Oggi un imprenditore serio e preparato, quale Aurelio De Laurentiis, è stato messo nelle condizioni di chiudere baracca e burattini, salutare tutti, e andarsene via. Soprattutto oggi il giudice sportivo (?) Tosel ha commesso una gravissima ingiustizia, un autogol senza appello, emettendo una sentenza che più iniqua, anticostituzionale e contraddittoria non sarebbe potuta essere. Oggi abbiamo anche scoperto che per punire poche centinaia di persone è necessario colpirne trentamila ma sparando nel mucchio il giudice Tosel ha mancato clamorosamente il bersaglio, riuscendo unicamente a ferire degli innocenti, poichè i veri colpevoli saranno liberi, fin dalla prossima domenica, di poter continuare a delinquere all'interno dello stadio San Paolo, semplicemente cambiando settore. "…l'evidente attribuibilità, in via esclusiva, delle violenze commesse a ben noti gruppuscoli facinorosi annidati nel mondo del tifo organizzato e quindi ha deciso la chiusura di quei settori dello stadio partenopeo ove abitualmente si collocano questi protagonisti di intollerabili azioni deliquenziali". Ci piacerebbe capire perchè, se tali facinorosi sono noti alle autorità, a pagare debbano essere due intere curve. Un autentico controsenso. Motivare poi tale decisione presupponendo la collocazione delle persone sugli spalti è ancora più aberrante. Un giudice così intransigente, integerrimo e scrupoloso nell'applicazione delle norme del codice sportivo, non può arrogarsi il diritto di immaginare e, su tale forma mentis, costruire una sentenza di siffatta portata. Sentenza che rischia di gettare ulteriore benzina sul fuoco, di aggiungere ulteriori danni al danno e non ci riferiamo a quelli patrimoniale e tecnico, peraltro già acclarati, di Napoli società e squadra. Pensiamo per esempio alle persone che, spesso a seguito di enormi sacrifici, si sono potute permettere un abbonamento nelle curve, per il semplice motivo che lì costa meno, e le prossime quattro domeniche rischiano di rimanere fuori perchè Stato e giudici non sono in grado di tutelarne i diritti ma di esigerne i doveri si, quello si, e pure con estrema puntualità.
Decisione che è cascata sulle nostre teste come una ghigliottina affilata, dal suono sinistro, anche se la sensazione è che il corpo del condannato fosse già stato sistemato con cura e immobilizzato nei giorni scorsi, grazie alla campagna mediatica, portata avanti per un'intera settimana, faziosa e demagogica. Il giudice Tosel ha sottolineato come "Di questi atti di violenza commessi all’interno dello stadio Olimpico (giova sottolineare, nonostante l’ovvietà dell’assunto, che esula dai limiti funzionali di questo Giudice ogni valutazione in merito a fatti altrove verificatisi)" ma ci riesce difficile credere che non sia stato condizionato dal bombardamento giornalistico sui fatti delle stazioni di Roma e Napoli, basandosi unicamente sui referti di arbitro e commissari di campo. All'interno dell'Olimpico non sono avvenuti fatti così gravi da motivare una tale decisione ma solo "normali" comportamenti che caratterizzano tutti gli stadi italiani. La realtà è che nel mondo pallonaro, ma non solo, esistono due pesi e due misure. Che la legge sportiva è uguale per tutti ma che per alcuni è più uguale degli altri. Come se la città di Napoli fosse una potente lente d'ingrandimento dei fatti che avvengono al proprio interno, e non solo. Come se il fatto di chiamarsi Napoli fosse un ulteriore colpa da ascrivere a quelle reali che nessuno nasconde. Beh, noi non ci stiamo a questo gioco al massacro perchè nessuno chiede trattamenti particolari, di favore, ma solo uniformità di giudizio. Va bene tutto ma, caro Tosel, ca' nisciun' è fess'!
