UN NAPOLI IN CRESCENDO, ORA TOCCA ALLA SOCIETA’

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La sfida stravinta con il Pescara non è certo probante per capire dove potrà arrivare la squadra di Mazzarri alla fine di questo campionato che si conferma livellato e di basso profilo tecnico.Troppo poca cosa la squadra abruzzese per testare le ambizioni di questa squadra che però ha confermato di avere ritrovato in Gokhan Inler il faro di centrocampo che solo un anno e mezzo fa deliziava la platea di Udine ed invece a Napoli sembrava giocare ad intermittenza.Ed al Napoli mancava da anni un uomo così centrocampo che sappia distruggere, costruire ed assicurare un buon  numero di gol.Speriamo che anche a Milano contro l’Inter il centrocampista elvetico possa confermare la crescita esponenziale avuta in questo campionato perché c’è bisogno di leader anche nel reparto nevralgico del campo non solo in avanti dove su tutti Cavani, ma anche Insigne a Hamsik stanno dimostrando di saper reggere il ritmo che potrebbe portare gli azzurri a competere fino all’ultimo per la conquista del titolo.Dopo un mese di novembre tutt’altro che esaltante in cui sono emerse le debolezza della squadra, sembra che la squadra stia ritrovando convinzione gioco e concretezza , frutto anche di una ritrovata vena da pare del proprio tecnico che ora sembra osare di più e riuscire ad apportare i dovuti accorgimenti alla squadra rischiano anche qualche esclusione eccellente, come quella di Maggio.Ci vorrà coraggio insomma per tentare la scalata al titolo. Coraggio da parte della squadra ma anche della società chiamata a completare un organico ancora deficitario per vari a fattori e che appare monca nei rincalzi in alcuni ruoli chiave.Solo tre centrocampisti per tre posti, laddove Donadel ormai e stato definitivamente accantonato, appaiono pochi per non rischiare di arrivare al clou della stagione in riserva di benzina, ed in attacco ci vuole almeno un altro giocatore anche volendo tenere il cileno Vargas in organico. Perché una squadra di prestigio impegnata su più fronti deve avere almeno cinque attaccanti a disposizione, ciò che il Napoli non ha.Domenica sera a San Siro sarà la partita della verità per testare le ambizioni degli uomini di Mazzarri.Perdere a Milano vorrebbe dire fine dei sogni di gloria perché sarebbe la seconda sconfitta con una diretta concorrente e avrebbe serie ripercussioni sulla squadra e sugli umori della piazza.La vittoria, al contrario, darebbe una iniezione di fiducia fondamentale per il prosieguo della stagione.Insomma a Milano per la vittoria e per lanciare un chiaro messaggio alla società verso uno sforzo maggiore per completare una squadra che piano piano sta crescendo ma che appare ancora incompleta e troppo spesso vulnerabile quando è sotto pressione.Ma la tranquillità dovrà darla anche la società che è arrivata a dicembre senza ancora fare chiarezza sul futuro di Mazzarri le cui sorti, nel bene o nel male, condizioneranno anche la campagna acquisti di gennaio, che giocoforza ci dirà chi siederà la prossima stagione sulla panchina del Napoli.Anche se tutta questa storia potrebbe danneggiare gli azzurri nel cammino verso prestigiosi traguardi in campionato. Vedremo se oltre alla squadra anche la società farà quel salto di qualità che i tifosi si aspettano e gridano a gran voce.

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