UN FULMINE E’ CADUTO SUL FRIULI

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L’Udinese è su Scherzi a parte. In questo modo il telecronista ha definito quello che stava accadendo al Friuli, dopo il quinto gol del Napoli. E in effetti è difficile credere che la squadra che ne ha prese due dal Cagliari giusto una settimana fa sia la stessa che oggi ha demolito la spumeggiante Udinese di Marino. Certo, il tecnico bianconero ci ha abituato a questi strani picchi (chi non ricorda Roma-Catania 7-0?), ma neanche il più folle dei tifosi avrebbe scommesso su un simile exploit degli azzurri. Che, bisogna dirlo, si sono avvalsi di alcuni episodi favorevoli (5 gol su 8 tiri in porta sono una media stratosferica), ma questo non toglie davvero nulla alle mosse tattiche azzeccate di Reja e alle ottime prestazioni di alcuni singoli, che hanno esaltato il potenziale della squadra. Punto di raccordo fra questi due temi è Cupi: sensata la scelta del mister di preferirlo al più lento Contini, per arginare il velocissimo Floro Flores, e anche lui ha ripagato appieno la fiducia del tecnico sfoderando una prestazione maiuscola. Ottimo Zalayeta, ma sulla scelta di preferirlo a Calaiò c’è invece ancora un po’ di scetticismo, perché sebbene il Panterone abbia siglato due dei 5 gol il valore assoluto di “Manu” non si discute. Buona dunque la mossa nel caso specifico, purché questa non diventi la normalità. Altra chiave importante del match è stata il ritorno in terza linea di Cannavaro e Domizzi. La sicurezza data dai due centraloni è fondamentale per l’intero reparto, e soprattutto il difensore romano si è dimostrato ancora una volta elemento imprescindibile. Non è più un’eresia ormai proporlo come alternativa a Materazzi in Nazionale, in comune con Matrix ha anche la grande confidenza con il gol, e in questo periodo di magra, aggravato anche dall’addio di Nesta, la candidatura di Domizzi per l’azzurro si fa sempre più convincente.

A centrocampo, oltre al solito mastino Blasi (impressionante il filtro che fa a centrocampo), spicca in realtà la gran partita di Gargano. Il ragazzo piace un sacco per il modo in cui riesce a recuperare palloni nelle maniere più impensabili, ma piano piano inizia ad acquisire sempre più confidenza con il calcio italiano e sempre più continuità, tanto da proporsi spesso anche in fase di appoggio. Suo l’assist per lo splendido gol di Lavezzi, sue un paio di sortite offensive in velocità che lo propongono davvero come centrocampista completo, che incarna non solo le caratteristiche di Gattuso e Pizarro, ma anche quelle di un Davids, giusto per voler scomodare un altro mostro sacro.

Dulcis in fundo. Ovviamente ciò che più è saltato all’occhio in questo straordinario successo del Napoli è quel diamante grezzo, ma neanche troppo, che Marino è riuscito a portare da queste parti. Chi se non Lavezzi, autore di una gara esplosiva, in cui a turno ha messo in difficoltà ognuno dei difensori friulani. Gol e assist a parte, è impressionante il suo modo di svariare per tutto il fronte offensivo, togliendo punti di riferimento agli avversari che non sanno davvero come marcarlo. Se la condizione fisica lo sorregge questo ragazzo è destinato ad esaltare i caldi tifosi partenopei, che forse sono gli unici a non aspettare più un nuovo Maradona, perché sanno che non ne nascerà mai più uno, ma semplicemente un Lavezzi. O un Calaiò…

 

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