TI RODE DA MORIRE!

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"Su di me si è detto di tutto a Napoli – spiega a Sky Quagliarella – tante falsità, cose non belle, dopo un anno è giusto tornare sulla vicenda. Durante il Mondiale la società mi aveva praticamente già venduto al Rubin Kazan, mi avevano tradito e mi avevano detto di trovarmi squadra. Per difendersi dalla piazza mi hanno buttato in pasto ai lupi, ci sono state cattiverie gratuite sul mio conto, loro non mi volevano più. Si è detto che litigavo con i compagni, che arrivavo tardi agli allenamenti, tutte assurdità, io non ho mai avuto una discussione negli ultimi 10 anni con nessun compagno". Queste le dichiarazioni di Fabio Quagliarella a tre giorni dall'ultimo turno di campionato che metterà di fronte proprio Juventus e Napoli.Perchè queste dichiarazioni ricche di rabbia? Beh, il discorso è piuttosto semplice: il Napoli lo ha "scaricato" ed è terzo, la Juventus è settima e non giocherà in Europa. Una bella mazzata per lui, una figuraccia colossale dopo aver dichiarato di "essere andato nella società più gloriosa d'Italia"; una scoppola terribile che aumenta i rimpianti di un passato non molto lontano.

Il problema, però, è un altro: Fabio Quagliarella non ha parlato solo ora del Napoli, ma durante tutto il campionato ha rilasciato a più riprese dichiarazioni contrastanti fra loro. Inizialmente, la colpa del suo addio, andava diviso in parti uguali tra calciatore, tecnico e società; poi parla del suo rapporto difficile con Mazzarri, quindi dei problemi in squadra sottolineando i blocchi europei e i blocchi sudamericani, quindi i tifosi lo avevano ormai puntato. Adesso si torna a scaricare la colpa sulla società, forse perchè non c'era più nessuno da accusare.Quagliarella, avrà mai ragione? Stando ai fatti, No! Non risulta che la società lo abbia lasciato in pasto ai lupi o che non abbia puntato sul ricorso dopo l'espulsione con il Parma, anzi, fu la stessa società a mettere in chiaro come non ci furono i presupposti per avviare una procedura di ricorso (ricordiamo, inveire contro l'arbitro non è consentito, soprattutto se con frasi ingiuriose), logico, poi, che quel tipo di atteggiamento non avrebbe meritato giustificazioni. Ancora, non risulta che Quagliarella abbia avuto un buon rapporto con il gruppo sia per alcune sue uscite fuori dal campo che in campo (ricordiamo la sceneggiata in Catania – Napoli dove lamentava la mancanza di palloni giocabili, a suo modo) risaltando all'occhio come dopo un gol importante, come contro la Juventus, nessun compagno sia arrivato dalle sue parti per festeggiarlo. In quell'occasione, infatti, l'unico fu Zuniga e anche abbastanza timidamente mentre altri festeggiavano tra loro, europei e sudamericani mescolati.

Infine, e lo diciamo in tutta franchezza, c'è un motivo del perchè il Napoli abbia messo in vendita l'ex Udinese: i numeri dicono che Fabio Quagliarella non è da Napoli! Un po' tutti abbiamo prelevato il fattore sentimentale, ma la realtà è cinica e spietata: Quagliarella, con  la maglia del Napoli, siglò 12 goal raggiungendo il sesto posto e la qualificazione in Europa League; Cavani, con la stessa squadra dello scorso anno, ha centrato ben 26 volte la porta avversaria trascinando la squadra al terzo posto e direttamente in Champions League. Un caso? Crediamo proprio di no, anche perchè non si spiegherebbe come l'offerta sia arrivata dal Rubin Kazan e non, almeno, da Zenit o Cska Mosca, società principali del campionato russo, e non un caso che sia finito alla Juventus, settimaa e nemmeno in Europa League. Se ne faccia una ragione, non è da Napoli, questa è la realtà…

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