QUELLE PAROLE CHE PRENDONO IN GIRO…

QUELLE PAROLE CHE PRENDONO IN GIRO... src=

Siamo nel 2013. I maya hanno sbagliato previsione e non solo sulla fine dei tempi. Il mondo non ha spostato di una virgola il suo modo di ruotare continuando sempre sulla sua stessa rotta.Già, anche nel nuovo anno la musica non cambia e la dimostrazione arriva direttamente da Nicola Rizzoli, professione arbitro, nativo di Modena e della sezione di Bologna, considerato uno dei migliori fischietti italiani, che a cinque mesi dalla Supercoppa Italiana continua a regalare protagonismo e strafalcioni a iosa anche quando si tratta di parlare e non fischiare.Rizzoli si racconta lasciando aneddoti e giudizi. Apre la sua scatola dei ricordi e sentenzia sul presente e il passato remoto con la solita vena di superiorità. "Sono diventato arbitro per colpa di un arbitro. Giocavo a calcio e subii un fallo, protestai perché l'avversario non ebbe il giallo e il direttore di gara disse che non conoscevo le regole…". Cosa sarà scattato nella testa del giovane Nicola in quel momento?! Arbitro è uguale a potere, non conosco le regole e in Italia chi si trova nella mia posizione fa strada. Uno più uno più uno fa tre, e in questo paese con una piccola spintarella si trasforma velocemente in trentatre!Arbitro dal cartellino facile, spesso richiamato a dirigere match scottanti, perlopiù nella zona settentrionale in quanto lì, quando in campo ci sono maglie a righe, riesce ad essere razionale e preciso, ma quando una di quelle incontra un avversario dal colore unico allora diventa protagonista, assetato di titoli e considerazione. "La tecnologia può aiutare su errori gravi, ma il giudice di porta ha una portata più ampia", come se l'uomo fosse meglio dell'innovazione! Ma facciamo un passo indietro e arriviamo all'invenzione di Braschi e Nicchi con l'inserimento di due arbitri dietro la porta: "E' un esperimento importante, sgombriamo il campo dagli equivoci, ma se c'è l'idea di non avere una svista siamo fuori strada".Premessa: le statistiche tra la stagione 2011-2012 e i primi sei messi della stagione 2012-2013 parlano chiaro e vedono un incremento degli errori arbitrali del 40% nonostante ci siano  quattro occhi in più! Errori spesso pacchiani, di supponenza e terribilmente impensabili per giunta sempre verso lo stesso senso. Esperimento, già, ma più che altro sembra una forzatura politica e gestionale in modo da giustificare un operato stantio e vecchio! Alla fine degli anni '90 ci fu un esperimento analogo in varie amichevoli estive e anche al San Paolo nel "Careca Day": due arbitri in campo divisi dalla linea mediana. Esperimento che colò a picco inesorabilmente. Ora si prova a riscaldare la minestra aggiungendo un piccolo aroma per renderlo diverso, ma la solfa non cambia!Oltretutto, ritornando al presente, la sensazione è che tra l'arbitro centrale, quello addizionale e il guardalinee a giudicare sia quello più forte caratterialmente e non quello meglio piazzato. L'esempio lampante arriva in Catania-Juventus dove, puta caso, viene annullato un goal al Catania per "fuorigioco" di Bergessio ravvisato, attenzione, dall'arbitro addizionale e cioè Rizzoli Nicola! Stessa situazione accaduta a Udine e Pechino.Appunto, Pechino, nella tana della contraffazione l'Italia è stata capace di fare meglio della Cina! "Il rigore c'era, anche Mazzoleni aveva visto".Cosa vuol dire "anche Mazzoleni aveva visto"?! Forse sta a significare che l'arbitro centrale aveva visto, ma non stava fischiando?! Oppure che aveva visto tanto per creare un concorso di colpa?! Da un lato la si può intendere come coerenza verso una decisione, dall'altra mancanza di umiltà nel fare un passo indietro e confermare un errore grossolano che ha inevitabilmente deciso la gara. Senza parlare, poi, della gestione generale del fenomeno Mazzoleni che, in collaborazione con i suoi assistiti tra cui Rizzoli Nicola, ha dato più di una spinta alla signora piagnucolona.Il top, infine, arriva sulla premiazione disertata: "Non è stato un momento felice per l'Italia". Ah, perché la partita in se lo è stata?! Oppure si è data una risposta al perché il calcio italiano è in netto decadimento superando anche il muro della mediocrità?! Insomma, è un bene che i direttori di gara parlino ai giornali come dirigenti e calciatori, ma almeno non ci prendano in giro anche lì dopo quello che combinano in campo…Ultima postilla dedicata ai "signori" del calcio, come definiti dallo stesso Rizzoli: su Maldini, Zanetti e Baggio, nulla da obiettare, sostanzialmente sono gli ultimi ad avere uno stile d'èlite, ma sui vari Pirlo e Buffon ci sarebbe davvero da sfilare la corona, come si dice dalle nostre parti. Il primo, sempre sotto voce e con quel modo di fare talvolta irritante, spruzza "vaffa" a non finire mentre il secondo, dall'alto della sua signorilità, raccoglie un pallone tre metri dentro una porta e lo fa passare come un miracolo della fisica. Magari, questi "signori" dovrebbero chiedere qualche lezione ad un certo Miroslav Klose in termini di comportamento e buon costume. Appunto, Klose, un tedesco…

Translate »